Campionato di Giornalismo la Nazione

Coltivare i vecchi mestieri

INTERVISTA a Michele Cinquini, 34 anni, proprietario di un’azienda agricola a Capezzano Pianore. Perché ha scelto di fare l’agricoltore? «L’azienda è di famiglia. I miei nonni e gli alberi da frutto, 60 anni fa, poi mio padre dagli anni ’70.Da un anno sono iscritto alla Coldiretti e dedito in esclusiva alla terra. I lavori d’ufficio non fanno per me, meglio l’aria aperta». La sua giornata come si svolge? «Giù in azienda alle 8.30 (9000 metriquadrati, 10 serre): ordini dei grossisti, raccolta o preparazione di un campo per la semina, riparazione di un telo di una serra. D’inverno si riparte subito dopo pranzo per sfruttare le ore di luce e d’estate dritti fino alle 2». Come sono selezionati i prodotti? Prodotti fissi (rucola, insalata, barbe rosse, bieta), altri stagionali. Viareggio, Montecatini, Livorno, Firenze i nostri mercati. Puntiamo a soddisfare le singole richieste, per fidelizzare il cliente, sempre rispettando il principio di stagionalità. Prodotti fuori stagione ci sono per due ragioni: provengono da paesi caldi o da ambienti controllati al 100%. I “nostri” invece, pur di serra, non in tutte le stagioni, ma il loro sapore è garanzia di bontà e salute. Ogni serra ha un prodotto specifico? «Antico metodo della rotazione triennale, colture alternate, così i terreni impoveriti di una certa sostanza riprendono vigore». Concimi chimici? «Letame arricchito in azoto e potassio, da agricoltura biologica, antiparassitari consentiti. In Italia la legge è restrittiva, si può dormire sonni tranquilli». È un lavoro soddisfacente o si rischia la noia? «È un mestiere ciclico: piantare, seminare, valutare che la pianta attecchisca e cresca, un’attesa emozionante. Cura e studio per capire cosa ci sia che non va: carenze, malattie, parassiti. Ripetizione e attesa non diventano mai noia, perché c’è lo stupore legato al miracolo della vita ». Proseguirai da solo in questa attività, giusto? «Sì. Vorrei ristrutturare un vecchio cascinale e creare un agriturismo o un bed and breakfast e dedicarmi anche all’apicoltura. Idea vincente creare sinergie proficue tra le attività di un territorio, per sponsorizzarsi a vicenda». Il tuo è un lavoro “criticato”? «È tenuto d’occhio, per la questione fitofarmaci. Capezzano è zona critica per la riconversione dei terreni da floreale ad alimentare degli anni Settanta. Residui di sostanze chimiche specifiche per i fiori rimaste nel terreno possono contaminare i prodotti ortofrutticoli, nuocendo alla salute, per cui rispettiamo i tempi di smaltimento.Ma di più è la curiosità intorno al mio mondo, e io riuscirei a far capire il bello del mio lavoro a chiunque!»

Classe 3B - Tutor: Elisa Rossi