Campionato di Giornalismo la Nazione

La lealtà vince sull’inganno

È MEGLIO perdere una gara sapendo di aver gareggiato correttamente che vincerla sapendo di aver imbrogliato per aver fatto uso di doping. Se un atleta non è abbastanza bravo e competitivo, di solito ha due vie per migliorare le sue prestazioni: puntare su se stesso, potenziando l’allenamento, la tecnica e mangiando in modo sano come ci consiglia Conad nelle numerose campagne di sensibilizzazione al consumo di alimenti genuini prodotti sul territorio, oppure ricorrere all’inganno con il doping, usando farmaci o stratagemmi illegali. Imporre a un fisico sano il doping tramite l’assunzione di sostanze come anabolizzanti, stimolanti, ormoni, oltre ad essere sleale, ha effetti disastrosi sulla salute che, nella maggior parte dei casi, si manifestano solo dopo mesi o anche anni dal consumo. E’ grave cercare di raggiungere la vittoria senza dover faticare, ricorrendo a potenziamenti farmacologici e manipolazioni sleali. Si tratta della deviazione del concetto di sport, che dovrebbe comprendere invece stili di vita sani a qualsiasi livello, ricerca della forma fisica e del benessere, entusiasmo per la partecipazione, consapevolezza delle proprie capacità, rispetto per l’ avversario ma soprattutto,divertimento nel rispetto delle regole. La parola doping infatti deriva dall’inglese ‘dope’ che significa proprio ‘droga’, ‘drogarsi’. Il doping non è soltanto inganno e slealtà verso gli avversari, ma lo è soprattutto verso se stessi. L’assunzione di sostanze come anabolizzanti, stimolanti o ormoni, anche dopo brevi periodi di utilizzo, può, infatti, compromettere il fisiologico funzionamento dell’organismo con effetti che, nella maggior parte dei casi, si manifestano solo a lungo termine, dopo mesi o anche anni. Non ha infatti alcun senso mettere in pericolo la propria salute al fine di rubare un risultato ammesso che col doping ci si riesca. Ma doping è anche altro: corruzione, risultati combinati, potere economico gestito ai fini di un chiaro condizionamento psicologico. È STATO STIMATO che circa il 3% degli atleti facciano uso di sostanze illecite per questo nel nostro Paese il 14 dicembre 2000 è stata varata la legge 376 che contiene la disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping; secondo la legge costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o il sottoporsi a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.

Classe 2A

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