Campionato di Giornalismo la Nazione

La Feb, storia anche nostra

QUELLA DELLA FEB, ovvero la forza militare brasiliana, è la breve storia di 25.000 uomini coraggiosi giunti in Italia dal Brasile nel luglio del 1944 al seguito dell’esercito di liberazione anglo-americano. A noi è stata raccontata dalla diretta voce del figlio di uno dei reduci rimasti a Pistoia al termine del conflitto: Mario Pereira. Con il suo cappello a tesa larga, proiettando un documentario artigianale realizzato con i suoi mezzi ma, soprattutto, con una vivida luce negli occhi, quella propria degli uomini orgogliosi delle proprie radici, ha iniziato il suo racconto dicendoci che la Feb venne impiegata durante la II Guerra Mondiale lungo la Linea Gotica, creata dai nazisti per bloccare l’avanzata degli alleati. In realtà non esisteva una sola linea, ce n’erano tantissime: le principali erano due all’interno delle quali se ne sviluppavano altre centinaia, tutte armate di artiglieria, mine e pareti anti-carro. Inizialmente, i soldati brasiliani pensarono che sarebbero stati destinati ad azioni di supporto, invece vennero schierati laddove infuriava la battaglia, vedendosi assegnare anche molte missioni di osservazione e supporto aereo alla 1a Divisione di Fanteria. NONOSTANTE la sorpresa, lo scarso addestramento militare e l’inadeguatezza della loro divisa, non delusero le aspettative, anzi si batterono con valore e si distinsero come una delle forze più efficienti in campo. IL CONTRIBUTO più significativo della Feb, però, ancora oggi ricordato con monumenti, targhe commemorative e cippi presenti sul nostro Appennino, è dato dal profondo legame che questi soldati gentili riuscirono a creare con la popolazione locale, aiutando come possibile. In cambio ricevettero accoglienza, simpatia, sostegno e quel calore umano di cui tanto si aveva bisogno da entrambe le parti. Certamente gli abitanti non si fidarono subito dei brasiliani, a causa delle voci relative agli alleati che si dice si fossero lasciati andare a delle rappresaglie anche nelle città liberate. Tuttavia, una volta superata la diffidenza iniziale davanti ai soldati stranieri, li accolsero nelle loro case, diedero loro vestiti per proteggersi dal freddo inverno della montagna pistoiese e, in alcuni casi, concessero la mano delle loro figlie. DOPO LA GUERRA in tanti rimasero ancora qualche mese in Italia, prima di tornare in Brasile, dove vennero accolti come eroi. Alcuni soldati e ufficiali brasiliani nel nostro Paese trovarono l’amore, altri trovarono la morte, di certo tutti hanno lasciato un segno profondo se noi, dopo tanti anni, siamo ancora qui a narrare la loro storia.

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