Campionato di Giornalismo la Nazione

Sport, educazione alla vita

C’E’ chi lo pratica per passione, chi per divertimento, chi per lavoro o chi solo per fare un’attività fisica. È un importante mezzo di crescita ed educazione, che permette di raggiungere la maturità con leggerezza e piacere perché stimola il buon umore, allontanando le persone da trappole negative, come depressione e droghe. Dall’antichità ai nostri giorni è stato una benefica rete che ha raccolto e unito le genti, un ponte che ha superato barriere altrimenti invalicabili. LO SPORT occupa un ruolo importante nella vita dei giovani, che, grazie a esso, fanno nuove amicizie, sfogano la rabbia, provano nuove sensazioni ed emozioni, crescono. È anche una forma di libertà: libera dai pensieri che ogni giorno affollano la mente, ma allo stesso tempo insegna disciplina, unione, rispetto per le persone e le regole, rafforza il carattere. Questi fondamentali pregi positivi purtroppo sono a volte macchiati da brutti episodi di razzismo e denigrazione. Esistono, però, sportivi che hanno contrastato queste vicende vergognose con coraggio e forza d’animo. “Il bene si fa, ma non si dice e certe medaglie si appendono all’anima e non alla giacc”. COSÌ diceva Gino Bartali, grande ciclista italiano, iscritto fra i Giusti delle nazioni in Israele, ma soprattutto esempio di grande generosità, umiltà e modestia. E “Ginettaccio” il bene l’ha fatto senza volere ricompense. Correva l’anno 1943. Era il periodo della dominazione nazi-fascista e il campione, rischiando la propria vita, pedalava ogni giorno per chilometri sulla bicicletta per portare, nascosti nel manubrio, i documenti falsi che salvarono la vita di tanti ebrei. Come l’Italia aveva questo eroe, l’America aveva Jesse Owens, velocista di origine afroamericana, che ottenne, alle Olimpiadi di Berlino del 1936, ben quattro medaglie d’oro nella corsa e nel salto in lungo. Si dice che queste vittorie fecero infuriare Hitler, che voleva il trionfo della razza ariana. QUESTO nel passato, ma oggi? Quali modelli ci propongono gli atleti di questi giorni? Osservando con attenzione uno sport come il calcio è possibile notare che molti calciatori sono protagonisti di un riscatto economico e sociale. Alcuni di essi, infatti, nati poverissimi, grazie al loro talento e alla loro determinazione, si sono ritrovati a giocare nelle migliori squadre mondiali. E cosa dire di quei campioni come Zanardi e Bebe Vio, che, nonostante le gravi disabilità fisiche, hanno raggiunto i massimi livelli nelle rispettive discipline, diventando modello e speranza per tutti. Impegno, passione e dedizione portano sempre alla realizzazione dei propri sogni.

Classe 3E

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