Campionato di Giornalismo la Nazione

Quando studiare è un sogno

«Quando qualcuno ti toglie la penna di mano, allora sì che capisci quanto sia importante l’istruzione». Malala
QUANDO abbiamo appreso la notizia, stavamo lavorando alla nostra inchiesta, ma la storia del ragazzo di 14 anni, proveniente dal Mali, annegato nel naufragio del 18 aprile 2015, ritrovato con la pagella cucita nella tasca della giacca, ci ha spinto a cambiare argomento e a dedicare a lui il nostro primo articolo, per dare voce a quell’orgoglio di studente modello che il mare ha soffocato per sempre, insieme alla speranza di una vita migliore. Abbiamo immaginato che la pagella sarebbe stata il suo biglietto da visita, una medaglia al valore dei suoi sforzi nello studio che gli avrebbe facilitato l’accoglienza in un nuovo Paese in cui avrebbe potuto continuare a coltivare il sogno di studiare. Difficile per noi pensare alla scuola come un sogno, piuttosto come una quotidiana scocciatura fatta di levatacce, lezioni e verifiche. E invece per chi vive fra guerre, povertà e persecuzioni studiare è un sogno. Ma è prima di tutto un diritto negato. Lo ha sancito la ‘Dichiarazione universale dei diritti umani’, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, e riaffermato l’Italia con gli articoli 33e 34 della Costituzione. Il diritto allo studio però continua ad essere un miraggio per milioni di bambini in tutto il mondo, ecco perché nel 1989 la ‘Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’ ne ha riaffermato la necessità, affinché tutti possano accedere al sapere e quindi alla libertà. LA SCUOLA, ha sottolineato il Presidente Mattarella lo scorso settembre dall’Isola d’Elba, «è un barometro della nostra concreta condizione di giustizia, di libertà, di uguaglianza». Non c’è libertà senza lo studio, lo sa bene Malala Yousafzai che a 16 anni ha subito un attentato per il suo impegno a favore del diritto allo studio delle bambine, ancor più negato da pregiudizi sociali. «Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo », è il monito di Malala che anche noi vogliamo rilanciare per restituire dignità a quel ragazzo senza nome a cui vogliamo dare un’identità, immaginandolo come il simbolo dell’Ulisse dantesco nel suo viaggio di conoscenza alla ricerca del diritto di studiare. Per tracciare un quadro del diritto allo studio nel mondo, abbiamo intervistato l’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che è la principale organizzazione al mondo impegnata a salvare vite umane, a proteggere i diritti di milioni di rifugiati, di sfollati e di apolidi. Insignita del Premio Nobel per la pace nel 1954 e nel 1981, l’Unhcr si adopera anche per accogliere i bambini che scappano da guerre e rischiano la vita per trovare un futuro migliore.

Classe 2A

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