Campionato di Giornalismo la Nazione

Barriere, la città dice no

VIENE definita barriera architettonica qualunque elemento che impedisca alle persone con limitata capacità motoria o sensoriale gli spostamenti. Esempi classici di barriera architettonica sono gli scalini, le porte strette, le pendenze eccessive, gli spazi ridotti. Nel caso di persone non vedenti lo possono essere anche i semafori privi di segnalatore acustico o oggetti sporgenti. L’accessibilità è un diritto inviolabile in base agli articoli 2, 3 e 16 della Costituzione. Nonostante tali norme e la presenza di molte leggi in materia, il nostro paese deve fare ancora molta strada in tema di abbattimento di barriere architettoniche, dovute in buona parte all’antica origine delle nostre città. La legge italiana tratta l’ argomento definendo due punti fondamentali: l’adattabilità delle strutture e la garanzia di facile accessibilità per le persone con difficoltà motorie e sensoriali nei luoghi pubblici; ma queste indicazioni molto spesso non vengono rispettate. In Europa abbiamo diversi esempi positivi in materia. In Inghilterra il governo dichiara che le persone disabili hanno tutti gli strumenti adatti per spostarsi in qualunque luogo. Londra, per esempio, sembra essere una città ampiamente predisposta per le persone con difficoltà motorie e i mezzi pubblici (dalla metro, agli autobus e ai taxi) sono accessibili per chi si muove in carrozzina; gli aeroporti e le stazioni sono facilmente raggiungibili, i luoghi pubblici hanno scale e rampe per consentire il libero accesso a tutti. Altri esempi sono le città spagnole di Avila e Barcellona che sono state premiate per aver migliorato l’accessibilità degli edifici pubblici, grazie anche a una programmazione urbana avviata sin dal 2002 in collaborazione alle associazioni dei disabili. Qui a Firenze Andrea Mucci, giovane studente fiorentino che frequenta il secondo anno dell’Università di Scienze Umanistiche per la Comunicazione si batte dal 2012 a favore di chi ha difficoltà motorie e viene ostacolato continuamente da barriere architettoniche. PER RAGGIUNGERE il suo obiettivo, ha creato un blog e ha dato inizio ad una campagna di sensibilizzazione con il progetto dal titolo #mollaloscivolo. Egli sottolinea il concetto di uguaglianza e fa notare che se ci fosse più attenzione al problema, l’accessibilità sarebbe facilitata a vantaggio non solo dei disabili, ma di tutti i cittadini. Egli si propone di contagiare positivamente la società e far scoprire quanti muri con l’indifferenza e l’ignoranza si creano e quanto poco basterebbe per evitarli, talvolta facendo un giro in più dell’ isolato per posteggiare correttamente o rinunciando a occupare un posto riservato a chi ha difficoltà, per rendere Firenze, e non solo, più vivibile e civile.

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