Campionato di Giornalismo la Nazione

“Sono un morto che cammina”

LUNEDÌ 14 gennaio, il poliziotto Angelo Corbo è venuto alla scuola secondaria di primo grado “Dino Compagni” per raccontare ai ragazzi di terza la sua esperienza come scorta di Giovanni Falcone. All’inizio degli anni Novanta cominciò a proteggere la vita del giudice che ha istituito insieme al pool antimafia il primo maxi processo e quindi, per la giustizia, ha rinunciato alla libertà e a una vita normale, esponendosi al rischio di morire. Prima di entrare nel vivo della drammatica strage di Capaci, ha voluto partire dal concetto di “atteggiamento mafioso”. La mafia ha lo scopo di arricchirsi e di assumere potere, esercitando attività illegali come il traffico di droga e di armi. Essere mafiosi significa non avere rispetto per gli altri, pertanto il comportamento mafioso non interessa solo il Sud Italia ma tutto il mondo. Può riguardare anche noi ragazzi, ci ha detto Angelo, facendo un confronto con il bullismo, dove violenza, prepotenza e intimidazione sono i mezzi principali. L’omertà, il silenzio davanti alle ingiustizie dà forza a questa organizzazione, ove coloro che sanno non parlano e fanno finta di non aver visto. Ecco perché è importante che chi assiste a certi avvenimenti, proprio come per il bullismo, inizi a parlare, a non cedere alla paura o all’indifferenza. PARLANDO con Angelo Corbo abbiamo iniziato a credere che la nostra Italia possa cambiare, già dalle piccole cose e che anche noi possiamo contribuire! Ci ha detto che da quel giorno, 23 maggio 1992, si sente come “un morto che cammina”: l’Angelo Corbo di prima è morto con Falcone, ma è nato un altro uomo che continua a lottare per la sua terra e non si è mai arreso, pur consapevole dei rischi. Viene nelle scuole per aiutare noi ragazzi a capire e a non arrenderci. “La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.” (Giovanni Falcone) Le vittime di mafia non sono solo coloro che muoiono, ma anche coloro che sono costretti a vedere la malvagità dell’uomo, a veder morire un amico, un familiare e non capire il motivo per cui sono sopravvissuti. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. “La ragione della memoria consiste nel mostrare la differenza fra una vita che non muore e una vita gettata al vento”.

Classe 3B

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