Campionato di Giornalismo la Nazione

Il violino della memoria

LA CELEBRAZIONE della ‘Giornata della Memoria’ qualche giorno fa ci ha spinto a riflettere sul valore dei nostri ricordi: momenti della nostra infanzia, compleanni, il primo giorno di scuola, scene di vita in contrada, ma anche ricordi belli o brutti di persone a noi care. I ricordi, infatti, possono anche essere raccontati oralmente e quindi riportarci ad eventi più lontani come la Seconda guerra mondiale. Abbiamo chiesto aiuto ai nostri familiari e siamo riusciti ad andare indietro nel tempo, scoprendo diverse storie commoventi; tra queste, quella di un violino che apparteneva a Salvatore Cintorino, il bisnonno di una nostra compagna. AFFASCINATI da questo oggetto, lo abbiamo osservato e tenuto con un certo timore tra le mani, facendoci raccontare la sua storia: lo strumento risale al 1798 e fu fabbricato a Parigi dal liutaio Lupot. Comprato in un negozio di vecchi oggetti a Taranto, durante la Seconda Guerra mondiale, era stato regalato a Salvatore, giovane musicista, dai suoi amici commilitoni per il suo ventitreesimo compleanno nel 1941. Un regalo speciale per lui che da tempo era lontano dalla famiglia e non poteva andare in licenza perché partito per l’Albania. Sulla parte posteriore dello strumento, abbiamo notato con stupore delle incisioni, i nomi di alcune città, tutte albanesi, tranne Bari, da cui si era imbarcato: Berat, Durazzo, Glava, Urapetranit ed anche delle date, riferite al 1941, quando le truppe italiane si trovavano in Albania, prima di invadere la Grecia insieme ai Tedeschi, allora loro alleati. SALVATORE non raccontava spesso quello che aveva vissuto in guerra: pur trovandosi in prima linea come radio telegrafista, ne era miracolosamente uscito illeso. È proprio questo violino, ormai senza corde e pieno di tarli, nella sua custodia, consumata dagli anni, che parla ancora a noi di lunghe marce, di mine esplose con il loro rumore assordante, di paesi distrutti e morti lungo le strade, ma anche di canzoni suonate la sera nei momenti di pausa, quando i soldati si riunivano e si scambiavano chiacchiere, fumando qualche sigaretta. FORSE Salvatore non pensava che quel violino fosse un oggetto di valore, tuttavia, ha voluto fissare un ricordo indelebile di quel viaggio, conservandolo gelosamente per tutta la vita. Così, per noi, questo violino è stato una fonte che ci ha permesso di ripercorrere un momento tragico ma importante della sua vita. Consigliamo a tutti di cercare ricordi o testimonianze che possano ricostruire il passato delle nostre famiglie, che è anche la nostra storia.

Classe 2A

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