Campionato di Giornalismo la Nazione

Impariamo a riciclare

UN CAVALLUCCIO marino che si avvinghia a una cannuccia, una tartaruga intrappolata in una retina di plastica, una stella marina sbattuta e imprigionata tra contenitori di plastica... sono immagini che ci colpiscono e ci spingono a riflettere. Centomila esemplari di tartarughe, mammiferi marini e circa un milione di uccelli diventano vittime di tappi di plastica, ugelli degli spray, spazzolini da denti e non solo. Come riferiscono gli esperti, la plastica in mare è molto difficile da smaltire: ci impiega migliaia di anni, si frammenta, ma senza mai dissolversi del tutto. Purtroppo le microplastiche sono presenti ovunque e sono così piccole che è molto difficile notarle per cui, purtroppo, vengono ingerite dalla fauna marina con conseguenze tali da modificare la catena alimentare. Di conseguenza anche noi, cibandoci dei pesci, ingeriamo a nostra volta quantità di plastica che è nociva per il nostro organismo. L’accumulo di plastica in mare ha determinato la formazione di isole di plastica in quasi tutti gli oceani, che si sono formate dall’aggregazione di rifiuti attraverso le correnti; di queste isole ce ne sarebbero almeno cinque: due nel Pacifico a ovest delle coste del Cile, altre nell’Oceano Atlantico settentrionale e meridionale tra l’Argentina e il Sudafrica, una nell’Oceano Indiano. Osservando i dati oltre 8 milioni di tonnellate di plastica rimangono indisturbate nei fondali marini. Dal 1964 a oggi la produzione di plastica nel mondo è aumentata di ben venti volte; se entro il 2050 non interveniamo facendo azioni responsabili come la raccolta differenziata e l’utilizzo di materiali biologici il mondo finirà per sembrare una discarica! Ognuno di noi è responsabile perché ormai apparteniamo al sistema globalizzante dell’ «usa e getta» in base al quale buttiamo via immediatamente dopo l’uso gli oggetti che utilizziamo, soprattutto quelli di plastica. Ci sono molti modi per non inquinare; uno di questi è mettere in pratica la strategia delle «Cinque R», chiamata anche «Strategia Zero»: Ridurre, Riciclare, Riutilizzare, Responsabilità e Riprogettazione. Pertanto, quando è possibile, si possono evitare prodotti usa e getta, saponi e prodotti cosmetici che contengano plastiche, conservare gli alimenti senza plastica, ma è soprattutto importante essere cittadini responsabili, ed iniziare a non gettare i rifiuti sulle spiagge e nell’ambiente per evitare di inquinare e per garantire un futuro migliore a chi verra` dopo di noi. Più che una esortazione è un imperativo: non inquinare, impara a riciclare!

Classe 2A

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