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Fortnite: nuova dipendenza?

È IL VIDEOGIOCO più diffuso del momento: Fortnite. Lo conoscete? Spopola tra bambini e adolescenti, ma ne sono attratti anche adulti di ogni età ed estrazione sociale. Si ritiene che in pochi mesi abbia raggiunto i 200 ml di utenti: ogni giorno si collegano e giocano 30 ml di persone. Il gioco di per sé è semplice e comprende due modalità: Battaglia reale e Salva il mondo. Ma a ‘brillare’ è decisamente la prima: una battaglia per la sopravvivenza. Giocano in 100 contemporaneamente, collegandosi online da ogni parte del mondo. All’inizio i concorrenti vengono lanciati da un aereo su un’isola in cui devono difendersi non solo da numerosi tranelli, ma soprattutto, dalle aggressioni degli altri giocatori che cercano di eliminarli, perché alla fine dovrà rimanere un unico superstite. Si possono ottenere armi per raggiungere la vittoria, oppure con i V- Bucks, monete virtuali, è possibile acquistare espansioni e personalizzazioni per il proprio personaggio. Ma perché ha avuto una così rapida diffusione? È gratuito, funziona su tutti i device ed è molto facile scaricare l’applicazione. Ma il vero e proprio business si è creato con il sistema delle “microtransazioni”, acquisti on-line. Si stima che, agli inizi del 2018, siano stati spesi, in tutto il mondo, circa 300 ml di dollari per tali acquisti. Fortnite è molto diffuso tra i ragazzi, in particolarei maschi: ma perché piace tanto? Le motivazioni sono diverse: alcuni trovano sia un gioco divertente e competitivo in cui possono sfidarsi in imprese impossibili e testare le proprie capacità; altri giocano per stare con gli amici, per non essere esclusi dai coetanei e dai loro discorsi che spesso sono incentrati proprio sul gioco, oppure per comunicare con persone di tutto il mondo. Fa provare emozioni, rabbia per la sconfitta e gioia per la vittoria, e dà la possibilità di diventare una “star” o un “mito” perché si è ritenuti i più forti. Nasconde però dei rischi. I ragazzi sono consapevoli che, giocando molte ore al giorno, possono avere problemi di dipendenza, alla vista e assumere atteggiamenti aggressivi. Possono perdere il contatto con la realtà e non distinguerla dal gioco. Il pericolo maggiore, però, al quale non pensano, è di entrare in contatto con sconosciuti che possono essere adulti con altri scopi quali adescare minori. Ciò non significa demonizzare Fortinite: si può giocare, ma con dei limiti di tempo, controllando con chi bambini/ragazzi giocano e offrendo attività alternative per il tempo libero.

Classi 3A, 3B, 3C, 3D, 3E, 3F, 3G

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