Campionato di Giornalismo la Nazione

A colpi di forchetta…

«ANNIBEL che hai?», «Mi manca la cucina di mia nonna, mi manca la mia città». Questo è stato lo spunto per intraprendere un affascinante viaggio, che ci ha portato a conoscere le pietanze che le nostre nonne preparavano più spesso ai nostri genitori da piccoli. Le loro risposte ci hanno permesso di approfondire di più la nostra storia, la nostra tradizione e a condividerla. È stato stupefacente, poi, notare quanto quasi tutti i piatti, pur di provenienza diversa, avessero numerosi ingredienti in comune come i legumi, i cereali e le verdure, che, dando uno sguardo a certi brani che trattano di alimentazione sana e sostenibile, sembrano essere ottimi e a basso impatto ambientale. Abbiamo elaborato, dunque, un’intervista da sottoporre a degli alunni di una terza media della nostra scuola e poi gliela abbiamo somministrata. Il risultato è stato incredibile per noi: quasi tutti han dichiarato di amare i piatti cucinati dalle loro nonne che, per la maggior parte, risultavano essere a base di verdure, come, per esempio, il minestrone, ravioli ripieni di spinaci e ricotta, lo sformato di spinaci e formaggio, le melanzane alla parmigiana. Ci siamo, poi, concentrati su un alimento che viene consumato in gran quantità oggi, ma che i nostri nonni consumavano con gran moderatezza, perché costoso, la carne. Abbiamo fatto cenno alle filiere animali, a partire dal terreno adibito all’allevamento di capi di bestiame destinati al macello, alla macellazione, alla distribuzione, alla cottura e allo smaltimento. Ci siamo resi conto che la produzione di questo alimento causa consumo di energia e di materie prime, provocando l’emissione nell’atmosfera di grandi quantità di gas serra, come l’anidride carbonica. Abbiamo riprodotto successivamente la piramide ambientale degli alimenti e abbiamo appurato che i cibi a minor impatto ambientale risultavano essere: la frutta, possibilmente di stagione e che viene prodotta nei dintorni della nostra città (a Km 0), le verdure, il pane, il latte, i cereali e la pasta. E’ a questo punto che ci siamo domandati come rendere meno triste Annibel e cosa fare per la nostra salute, per salvaguardare la nostra identità e per il Pianeta? Abbiamo pensato ad un luogo, un ristorante, in cui delle nonne di diversa provenienza, custodi di sapienza culinaria, possano cucinare pietanze appartenenti alla loro cultura, con ingredienti a Km 0, facilmente reperibili nei dintorni della Spezia o coltivabili nelle vicinanze e di cui poi possano raccontare la storia, per poter dire di sé, della loro identità. Lo sappiamo che quest’idea ha le sembianze di un sogno, ma a noi piace pensare in grande!

Classe 2D

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