Campionato di Giornalismo la Nazione

A spasso con Michelangelo

STORICAMENTE, tutto comincia con un papa: gli viene chiesto di mettere fine alla disputa che da tempo contrappone Genova, Lucca e Firenze per il possesso di Pietrasanta e del suo circondario. Il Lodo del 1513, a firma di Leone X, papa Medici, stabilisce la sovranità fiorentina su una terra strategica e ricca di risorse sia minerarie che agricole. LA VERSILIA storica o medicea nasce così, con il passaggio di questi territori sotto il dominio fiorentino: avrà stabilità politica, certezza di diritto e pace, e comincerà a valorizzare le sue importantissime risorse marmifere. Subito a ridosso del lodo, infatti, le comunità di Seravezza e Stazzema dispongono la cessione a Firenze dei loro monti, dove ci siano “marmi da cavare”: a partire da allora si allenta la costosa dipendenza da Carrara, a tutto vantaggio dell’economia della Versilia. Geograficamente è un’altra storia. Questa storia (che è anche una strada) parte infatti da Carrara, dove Michelangelo arriva giovanissimo nel 1497 per il marmo della Pietà. Vi torna nel 1505 per i marmi della sepoltura monumentale di Giulio II a Roma. E ancora nel 1516: sempre per i marmi di quella tomba, ma anche per quelli di San Lorenzo a Firenze, chiesa incompiuta e molto cara alla famiglia Medici. Nel 1525 compare la sua firma, tra le tante incise sul bassorilievo dei Fantiscritti. A Carrara ci sono per Michelangelo forti interessi economici, contatti e relazioni di affari. A Carrara c’è il marmo, ci sono le strade che lo portano al mare, c’è il porto dell’Avenza per caricarlo, ci sono cavatori, operai e artigiani, ci sono tutte le competenze costruite in secoli di attività estrattiva. Nei territori passati sotto il controllo di Firenze erano attive da secoli piccole cave, le cosiddette marmorarie; le più antiche erano quelle di Ceragiola e della Cappella, dalle quali provenivano i marmi della pieve di S. Stefano di Vallecchia e della chiesa di S. Martino alla Cappella. DOPO il 1513 le cose cambiano: negli anni successivi al Lodo e alle donazioni degli agri marmiferi viene imposto a Michelangelo, se vuole ottenere commesse medicee o papali, di abbandonare Carrara, di servirsi dei marmi locali, di avviare escavazioni nei giacimenti vergini di Trambiserra e dell’Altissimo. Per Michelangelo sarà l’inizio di una storia lunga e tormentata, piena di nuove sfide ma dolorosa. Solo dopo molti tentennamenti e assai a malincuore lascerà Carrara, le sue maestranze e il suo marmo, e trasferirà le sue attività a Pietrasanta. Seguiamo le sue tracce: ora vere e documentate, ora probabili, ora solo ipotizzabili.

Classe 3E - Tutor: Marzia Bonfanti, Daniela Del Tessa, Annalisa Lissona, Fabio Stefani

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