Campionato di Giornalismo la Nazione

Diritti umani e Costituzione

DI FRONTE a quello che si assiste nel mondo e anche in Europa e in Italia abbiamo pensato utile e opportuno, anzi necessario, parlare di Diritti umani e di Costituzione a maggior ragione in una scuola come la nostra, la «Vittorio Alfieri», La nostra è infatti una scuola di frontiera, multietnica, multicolore, che accoglie immigrati provenienti da ogni parte del mondo: dominicani, pakistani, bengalesi, egiziani, tunisini marocchini, rumeni, albanesi, cinesi. Noi alunni siamo sempre stati impegnati in attività con associazioni di volontariato che portano aiuti umanitari nel mondo, soprattutto dove ci sono conflitti o guerre, e in Italia ai bisognosi, agli ultimi. Con l’associazione Music for peace di Genova, attraverso il progetto Solidarbus e gli aiuti umanitari presso la striscia di Gaza, con la Caritas e con il lavoro dei nostri insegnanti di lettere, abbiamo avuto la possibilità di riflettere sui diritti umani, sul valore della cittadinanza e sui principi della Costituzione italiana. Alla luce di ciò che avviene oggi, sotto i nostri occhi, per quanto riguarda le migrazioni, l’Europa e il resto del mondo rispettano i diritti umani, cioè di tutti gli uomini , cittadini del mondo, senza distinzione di etnia, lingua , religione, cultura? La risposta è No, eppure la Dichiarazione Universale dei diritti umani, redatta e sottoscritta a Parigi il 10 dicembre da tutti gli stati membri dell’Assemblea Internazionale delle Nazioni Unite, è chiara: negli articoli 1, 2, 3, fra i 30 trascritti, vengono garantite libertà, uguaglianza e sicurezza a tutti gli uomini. Identiche affermazioni si apprendono negli articoli 2 e 3, fra i 12 principali, della Costituzione italiana, emanata il 1 gennaio del 1948 : si parla di libertà, uguaglianza e accoglienza. Questi principi, ahimè, sono ignorati e calpestati. Chiudiamo questo nostro articolo di apertura della pagina affidata alle nostre due terze della Vittorio Alfieri con una frase di V. Arrigoni, giornalista e scrittore italiano, sostenitore della soluzione binazionale del conflitto israeliano-palestinese, nonché pacifista, che è stato ucciso da un gruppo di terroristi e morto a Gaza nel 2011, simbolo del progetto Solidarbus: “A qualunque latitudine, facciamo parte della stessa comunità. ogni uomo, ogni donna, ogni piccolo di questo pianeta ha diritto alla vita e alla dignità. Gli stessi diritti che rivendichiamo per noi appartengono a tutti gli altri e le altre senza eccezione alcuna. Restiamo umani anche quando intorno a noi l’ umanità pare si perda“. Già, pare si perda come spesso ci può appariure ma alla fine l’umanità che è in noi riesce a riemergere e a fare quello che deve fare.

Classi 3F, 3G

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI