Campionato di Giornalismo la Nazione

Un mostro incontrollabile

LA CLASSE 2B ha scelto di approfondire l’argomento delle dipendenze. Chi «abusa» non solo può far male agli altri, ma rischia di far male anche a chi gli sta intorno. Siamo rimasti colpiti dall’episodio del trapper Sfera Ebbasta, accusato con i testi delle sue canzoni di spingere i giovani al consumo di alcool e droghe. Ed è per questo che abbiamo deciso di ricercare, studiare, comprendere il fenomeno in tutte le sue sfaccettature. La dipendenza è la voglia irresistibile di provare un determinato stato indotto da una certa abitudine o sostanza e questo impulso domina sulle forze della ragione. In inglese il termine utilizzato è “addiction’’, deriva dal latino “addictus’’ e significa: persona che non ha pagato un debito ed è diventata schiava. I RISCHI della dipendenza sono maggiori per i giovani perché fino ai 18-20 anni si sviluppa la parte del cervello che spinge alla curiosità, mentre la parte più “ragionevole” si sviluppa dopo i 25 anni. Anche se qualcuno è più predisposto alla dipendenza, soprattutto se ha genitori che ne sono stati vittime, tutti potenzialmente possiamo diventarlo. I dati Istat aggiornati al 2016 dicono che il 19% degli italiani fuma, il 22% beve alcool quotidianamente e il 10% eccede nel consumo di alcolici. Oltre a queste, esistono dipendenze da: stupefacenti, cibo, sesso, gioco d’azzardo, farmaci, shopping, videogiochi e tecnologia. I TRE TIPI di dipendenze principali sono: fisica, in cui un’improvvisa riduzione della sostanza crea sintomi fisici spiacevoli; psicologica, che crea sintomi di astinenza se la sostanza non viene più consumata; comportamentale, la quale punta ad avere un comportamento diverso dalla norma perché la persona è dipendente dalla sostanza. Il concetto ‘‘dipendenza’’ può assumere diversi significati, a seconda che questa sia fisica, psicologica o comportamentale. CHI È AFFLITTO da dipendenza non riesce più ad avere il controllo di se stesso. Non riesce a frenare l’impulso a consumare la sua ‘droga’, qualunque essa sia. Ci sono dei sintomi, che possono suonare come un campanello d’allarme. Ad esempio la sensazione di un elevato, smisurato stato d’ansia. E ancora perdita di controllo dei pensieri e atteggiamenti, problemi del sonno, problemi di concentrazione, attenzione, memoria e isolamento più sbalzi d’umore improvvisi. Scrivere questo articolo ci ha fatto riflettere sui nostri comportamenti, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia. Abbiamo capito che serve un atteggiamento più consapevole per evitare di esserne dipendenti e non accorgersene.

Classe 2B - Hanno collaborato la professoressa Simonetta Pescaglini, il professor Marco Funel, la professoressa Lavinia Biagini

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