Campionato di Giornalismo la Nazione

“Noi, via dall’Italia”

SIAMO STATI un popolo di migranti. A inizio ’900 partirono circa 10 ml di italiani. Ma la migrazione continua. Solo nel 2017 sono espatriati in 130mila. Oggi ben 5 ml di italiani risiedono all’estero. Mettiamo a confronto Franco Aletto di Badia Prataglia, emigrato in Australia negli anni ’60 e Carla Lavore di Poppi, che vive a Mosca. «Sono partito da Napoli nel 1965 in nave: Canale di Suez, Mar Rosso, scalo a Bombay e poi Perth in Australia, dopo 28 giorni » racconta Franco. «Invece di una breve vacanza sono rimasto 16 anni. All’inizio lavoravo in un’acciaieria e abitavo da mia sorella, poi mi sono spostato. Ho fatto l’idraulico, raccolto barbabietole e bambù nelle piantagioni. Un giovane inglese mi aiutava con la lingua durante i turni di lavoro. La presenza di immigrati di tanti paesi diversi ci ha salvati dal razzismo, ma non dalla rivalità tra gruppi nazionali. Le feste e le partite di calcio finivano sempre in risse. Venivano invece discriminati i nativi australiani, di pelle scura. Molto divertenti erano i party nei pub: una volta fui ammesso ad uno organizzato dai tedeschi e spopolai tra le ragazze. NEL TEMPO libero andavo a pesca con grande attenzione agli squali. Una ragazza, di fronte al fidanzato, afferrata da uno squalo, morì dissanguata con le gambe staccate di netto. Ho imparato a rispettare le altre culture, perché ho visto convivere nazionalità, lingue e culture diverse. SONO TORNATO in Italia perché mi mancava il Bel Paese, non ho mai pensato alla cittadinanza australiana”. “Sono andata a Mosca per la lingua” spiega Carla “ho trascorso i primi tempi con amiche, pensando di rientrare poco dopo. Poi una sostituzione a scuola ha cambiato i programmi e dopo 18 anni sono ancora qua. La neve, gli spostamenti sul ghiaccio, la mancanza di una rete amicale mi hanno messo alla prova. Parlare russo non è stato immediato: avevo un vocabolario letterario, poco pratico. Ho conosciuto molti italiani: alle feste organizzate al Consolato e a scuola. L’Italia qui è molto amata per l’arte, la cultura, la moda, il cibo e anche per l’uomo nostrano! Nel tempo libero viaggio, ogni volta che posso, in Russia e nei paesi vicini. Di Mosca amo le metropolitane storiche, i platani che ingialliscono di autunno e la disponibilità delle vecchiette a farti ritrovare la strada quando l’hai persa. I primi tempi usavo spesso i taxi collettivi: macchine trasformate in autobus improvvisati in cui il conducente, per pochi rubli, caricava in auto tante persone quante ne poteva ospitare. In una di queste occasioni aiutai una ragazza a scendere dall’auto e questo gesto mi valse una rosa!».

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