Campionato di Giornalismo la Nazione

Dalla caverna alla moviola

LO SPORT è nato con l’uomo, a partire dalle più antiche civiltà come dimostrano alcuni graffiti trovati in Africa, in Francia e in Australia. Le prime attività sportive come la lotta, la corsa, i salti e il nuoto costituivano uno svago o erano legate a riti di buon auspicio. A dare grande impulso allo sport furono i Greci, a cui si deve l’invenzione delle Olimpiadi nel 776 a.C. In quel periodo cessavano tutte le guerre sia pubbliche che private e iniziava la tregua olimpica quando nessuno poteva essere molestato. «Come il Tedoforo correva per accendere la fiamma olimpica nel braciere, così lo sport deve accendere in noi la voglia, oltre di riuscire bene in una gara, anche di promuovere quelli che sono i suoi valori educativi ». Proprio per questo motivo lo sport ha assunto grande importanza anche nel mondo scolastico. In classe, in palestra e nei campi sportivi si impara a vivere con gli altri e a sentirsi parte di un gruppo, diventando più forti e sicuri di sé. Se vincere è importante, lo è ancora di più divertirsi e sfidare i propri limiti. Affrontare una sconfitta è un insegnamento da cui ripartire con maggiore forza e determinazione. La lealtà sportiva è conosciuta come Fair Play espressione che indica un comportamento improntato al rispetto delle regole e degli altri. Il Fair Play nacque in Inghilterra promuovendo quelli che ancora oggi sono i valori fondamentali dello sport: amicizia, rispetto dell’avversario, lavoro di squadra e capacità di risolvere piccoli e grandi problemi. Il codice del Fair Play rifiuta il gioco sporco e sleale anche se alcuni atleti assumono sostanze chimiche allo scopo di migliorare le prestazioni. Il loro atteggiamento non è sportivo: non si vince barando. Ma il gioco leale non riguarda solo gli atleti: i tifosi sugli spalti devono imparare a supportare la loro squadra, i loro campioni senza offendere gli avversari con gesti antisportivi e provocatori come è avvenuto di recente ad un calciatore del Napoli, Koulibaly. L’arbitro, irritato dai cori razzisti, ha deciso di fermare la partita prendendo così una decisione importante: si è fatto consegnare il pallone e ha ricordato a tutti che la discriminazione razziale è vietata in ogni sua forma. Anche molti allenatori hanno ribadito l’importanza di giocare lealmente. Chi non è corretto sul campo tenderà a non esserlo anche nella vita, chi gioca in modo leale non sarà mai un perdente. Avere successo in uno sport significa porsi degli obiettivi e raggiungerli grazie all’impegno alla determinazione e alla fatica. Non si tratta di vincere a tutti i costi, ma di mettersi in gioco onestamente.

Classi 2A, 2B

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