Campionato di Giornalismo la Nazione

Nel nome il nostro passato

“NOMEN omen” dicevano i Latini, nel nome si trova il destino, il futuro, di chi lo porta. Abbiamo però scoperto, dall’incontro con Luca Santini, che nel nome, o meglio nel cognome, si cela anche il passato. «La mia passione per la storia locale nasce all’età di 16-17 anni. Mi chiedevo: “Ma cosa accadeva nella zona di Camaiore nel periodo dell’Impero Romano o nel periodo medievale?”, con i miei studi, negli anni, ho poi risposto a questa domanda. La storia dei cognomi di Camaiore è una parte di questo racconto. Riguardo a ciò, ho scritto un libro: “Origine e storia dei cognomi e delle famiglie di Camaiore dal XIV secolo al 1980” (ed. Massarosa Offset, ndr). Quando nascono i cognomi e perché? Nascono intorno al 1400, per motivi legati alle tasse. Per identificare un cittadino non era più sufficiente il nome, si dovette aggiungere il cognome. Possono, i cognomi, aiutarci a ricostruire la storia locale? Certo, ad esempio attraverso la genealogia dei cognomi sono riuscito a ricostruire gli spostamenti delle famiglie. Nel 1348 ci fu la terribile Peste Nera che dimezzò la popolazione italiana. Nella vostra classe siete in 25, sareste rimasti in 12 o 13. A Camaiore, dopo la peste, arrivarono molte famiglie dall’Emilia Romagna e dalla Liguria, principalmente pastori transumanti e commercianti d’olio. “Benassi”, ad esempio, viene da Sologno, “Tabarrani” da Cervarezza, due paesi dell’Appennino Emiliano. Qual è il cognome più antico di Camaiore e quale il più diffuso? Tra i più antichi possiamo mettere “Bonuccelli”, “Giunta” e “Pellegrinetti”. Il cognome più usato è “Pardini”. Come si formano i cognomi? In diversi modi. Dal patronimico: se ad esempio il padre di Tommaso si chiamava Marco, egli diventava Tommaso “di Marco” o “Marchetto” o “Marchetti”. Oppure dal mestiere: se uno faceva il fabbro gli davano il cognome “Fabbri”. Poi ci sono i cognomi di provenienza: ad esempio quelli che venivano dalla Lombardia si chiamavano “Lombardi”. I bambini abbandonati avevano diversi nomi: “Diotisalvi”, “Diolaiuti” ma anche “Esposito”, cioè esposto, o “Lucchesi”, cioè semplicemente nato a Lucca. Infine ci sono i cognomi che derivano da soprannomi, esempio “Del Corto”, perché il capostipite era “corto”, cioè basso. Oggi per scoprire le nostre origini non c’è solamente la storia del nostro cognome ma anche il test del Dna, giusto? Sì, oggi abbiamo anche il nostro codice genetico che può aiutarci a ripercorrere il nostro passato. Dal Dna si capiscono tutti gli spostamenti dei nostri antenati e soprattutto si comprende che veniamo tutti dall’Africa dove abitavano i nostri antichissimi progenitori.

Classe 2C

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