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Alla scoperta dei cinema di Siena

LA COMPETIZIONE tra i cinema di Siena e i multisala della provincia è alta, ma non tutti sanno, specialmente i lettori più giovani, che i cinema di Siena hanno una storia interessante. Abbiamo intervistato la segretaria e il proprietario della società «Metropolitan SR2», che gestisce Metropolitan, Odeon e Alessandro VII, e il signor Vigni del Nuovo Pendola. Ci hanno raccontato che negli anni ’50 c’erano l’Impero con uno spazio per l’orchestra e un tetto apribile, l’Odeon, il Moderno, il Senese, il Fiamma, il Metropolitan, il Cineforum, il Pendola. Ora sono rimasti Odeon, Metropolitan, Alessandro VII (ex Cineforum) e Pendola. Qual è la storia del Metropolitan? «Nato all’inizio del Novecento come Supercinema, aveva l’ingresso vicino all’attuale profumeria Douglas; ha poi subito cambiamenti: i posti da 1500 diventarono 1000. Negli anni ’50 l’ingresso fu spostato e si chiamò Metropolitan. Aveva una platea e una galleria, un palcoscenico, dove venivano fatte rappresentazioni e concerti, e i camerini. Era il più bel cinema di Siena, decorato con cristalli di Murano e un acquario. Nel 2000 il cinema è stato ristrutturato e i posti sono diventati 198. Ora ha due accessi nel vicolo della Pallacorda e in Piazza della Posta». E dell’Odeon che sappiamo? «L’altro cinema importante è l’Odeon; inizialmente aveva una galleria e una platea con 800 posti, ora solo la platea con 150 posti». E sull’Alessandro VII? «La storia del cinema Alessandro VII è interessante per lo stato di conservazione degli affreschi presenti e perché l’attuale sede prima era l’oratorio di una chiesa. Il Cineforum, voluto da Don Carlo Guerrieri, riprese l’attività nel 2016 dopo cinque anni di chiusura, rinnovato e con 120 posti. L’accordo con il fondatore del Metropolitan, Francesco Debolini, ha permesso l’ammodernamento degli impianti e gli adeguamenti normativi». Infine Il Nuovo Pendola «L’attuale sede nacque nel 1920 con 130 posti. All’inizio era una stanza dell’Istituto per Sordomuti “T. Pendola” adibita a proiezioni di film e giochi per il recupero delle funzionalità dei convittori. Negli anni ’30, solo la domenica, la proprietà aprì anche al pubblico esterno la visione dei film del circuito nazionale. Negli anni ‘60 con la chiusura dell’Istituto, la gestione passò alla fondazione “T. Pendola” alla quale prese parte anche il Comune, ancora oggi partecipe. Negli anni ‘70 passò all’Arci diventando Cine club e Cineforum con proiezioni di film in bianco e nero e in lingua originale. Nel 1979 nacque la Cooperativa Cine Club del Nuovo Pendola che ancora ne gestisce la programmazione».

Classi 2C - 2D

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