Campionato di Giornalismo la Nazione

Le fucine dei “super-eroi”

«NELLO SPORT si vince senza uccidere, in guerra si uccide senza vincere». Così il leader israeliano Shimon Peres ha descritto con poche e semplici parole il legame profondo che da sempre unisce la grinta innata dell’uomo all’educazione del suo corpo, chiamato appunto sport. Per approfondire questo legame e il valore formativo che esso comporta abbiamo incontrato i rappresentanti delle due principali realtà sportive di Perugia: Benedetto Rizzuto, Direttore Generale della Sir Safety Conad Perugia, e Roberto Goretti, Responsabile dell’Area tecnica dell’A.C. Perugia Calcio. Volley e calcio, due storie entusiasmanti e, per certi versi, parallele. LA STORIA della Sir Safety è relativamente breve, ma già ricca di trofei. Tutto iniziò sette anni fa. Il primo campionato in A2 fu complicato e la squadra rischiò perfino la retrocessione, vincendo solo all’ultimo i play-out. L’anno successivo, invece, vinse il campionato e conquistò la serie A1. Dall’inferno al paradiso. Eppure niente a confronto di questa stagione 2017/2018, la più importante di tutte: Supercoppa italiana, Coppa Italia e Campionato Italiano. Mai così in alto! E i Block Devils – così sono noti i giocatori della Sir presso i tifosi – si sono guadagnati anche un posto per le semifinali di Champions League in Russia. Queste vittorie sono la criniera di un leone inarrestabile, il frutto delle sconfitte passate: «Bisogna superarle, andare avanti», ci ha detto Rizzuto. La SIR ha rispettato in pieno il suo spirito indomito. Più lunga e altrettanto gloriosa è la storia del Perugia Calcio, e anch’essa colma di successi e sconfitte. Nei suoi cento anni di vita, sicuramente i momenti più belli per la società sono stati quelli di militanza in serie A e la realizzazione del record d’imbattibilità. Poi nel 2010 la società fallì e dovette ripartire dalla serie D. IN QUATTRO anni, però, il Perugia Calcio ha scalato di nuovo le classifiche e oggi, ogni domenica, i suoi giocatori combattono per il ritorno in A. Il loro anfiteatro è il campo, la loro armatura è la maglia, i loro colori sono il rosso e il bianco. E il Grifo, emblema della squadra, unisce sotto di sé la passione di una moltitudine di adulti, ragazzi e ragazze: «E’ in campo che bisogna dimostrare il proprio valore», ha aggiunto Goretti. Nonostante le difficoltà, le squadre sportive sono, infatti, sempre qui a deliziarci con le loro performance, mentre le società sportive accrescono l’impegno per coinvolgere i giovani nello sport, sviluppando la passione che muove il loro e quindi il nostro successo, in un circolo virtuoso che parte da lontano e si alimenta di nuovi sogni.

Classe 3B

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