Campionato di Giornalismo la Nazione

I ragazzi scoprono il genio

GALILEO GALILEI nasce a Pisa nel 1564. La madre, di origini importanti, il padre, musicista e commerciante, è di buona famiglia borghese. Il giovane Galileo, novizio fino a 14 anni nel convento di Santa Maria di Vallombrosa, si iscrive all’Università di Pisa per studiare Medicina, ma ben presto viene attratto dalla matematica, dalla meccanica e dall’idraulica; in questo periodo scopre l’isocronismo del pendolo. Tramite l’amico Guidobaldo Del Monte ottiene nel 1589 la cattedra di matematica all’università di Pisa, dove espone il metodo che indaga le cause e corrisponde all’esperienza, alla ragione e non alla cultura astratta tradizionale. IN QUESTA SEDE, inizia lo studio sul movimento col manoscritto «De motu antiquiora». Le difficoltà economiche lo portano a Padova, città dinamica e religiosamente più tollerante. Nella ricca Repubblica veneziana insegnerà matematica e vivrà i diciotto anni più felici della sua vita. Formula in questi anni la legge sulla caduta dei gravi, esegue esperimenti e fabbrica il compasso proporzionale per usi civili e militari, la macchina per portare l’acqua a livelli più alti, impartisce lezioni private a Vincenzo Gonzaga, al principe d’Alsazia Giovanni Federico, a Guido Bentivoglio e a tanti altri famosi allievi. Il 9 ottobre 1604 viene osservata una nuova stella: Galilei spiega il fenomeno come prova della mutabilità dei cieli e del loro movimento contro la mentalità tradizionale. Convinto della validità della teoria copernicana non la difenderà non avendo dati certi. Il cannocchiale olandese da lui perfezionato in telescopio, fornirà la conferma della teoria copernicana: il sole è il centro del sistema solare, contraddicendo l’antica teoria tolemaica-aristotelica che voleva la Terra e l’uomo al centro dell’universo. L’uso del telescopio darà molte informazioni astronomiche sui monti lunari, sulla Via Lattea, sui satelliti di Giove. Galilei vuole diffondere le sue nuove idee a tutti gli intellettuali e la scelta di un volgare letterario per i suoi libri lo dimostra. Vuole anche avvalorare la teoria copernicana con la dimostrazione delle macchie solari, delle fasi di Venere e di Mercurio, ma nel 1616 il Sant’Uffizio dichiara assurda tale teoria e richiama Galileo all’obbedienza. LO SCIENZIATO tornerà a Roma nel 1624, quando il suo amico e matematico Maffeo Barberini salirà al soglio pontificio col nome di Urbano VIII, ma il Papa non lo rassicurerà sulla tolleranza verso le nuove idee. La pubblicazione del «Dialogo su i due massimi sistemi: Tolemaico e Copernicano» porterà Galilei nel gennaio 1633 al processo per eresia. Vari saranno gli interrogatori e nell’ultimo del 21 giugno sosterrà di aver voluto spiegare le ragioni delle due «opinioni» per non lasciare i cattolici nell’ignoranza. Il 22 giugno «con cuore sincero e fede non finta» ormai tardo negli anni e malato, abiura.

Classi 2A, 2C - Tutor: Tiziana Guerrini, Serena Ricci, Maria Vera Capocchia

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