Campionato di Giornalismo la Nazione

Novel food: cambia la tavola

LA GLOBALIZZAZIONE e la modernità sono fenomeni che modificano non solo il nostro modo di lavorare e di comunicare, ma anche le nostre abitudini alimentari. L’ultima frontiera in ambito gastronomico ha il nome di «Novel food», ovvero nuovi ingredienti come insetti, alghe, alcuni additivi ed integratori, il cui uso fino ad ora non sia attestato in quantità importante. Poiché il mondo di questi cibi è un mare sconfinato, abbiamo scelto di concentrarci su due aspetti che ci incuriosiscono particolarmente: la moderna cucina molecolare e l’uso di ingredienti pionieristici. Cerchiamo prima di tutto di capire di che si tratta. Un aspetto molto dibattuto delle nuove tendenze alimentari è l’utilizzo di ingredienti insoliti e per certi aspetti «scioccanti», come insetti e piccoli rettili (tanto che si parla di entomofagia, dal greco entomos, insetto). Tra le specie più diffuse al mondo e più produttive dal punto di vista della resa in termini di carne, gli insetti sono animali che siamo abituati a pensare come parassiti delle piante e di conseguenza li identifichiamo in esseri negativi, da allontanare con disgusto dalle nostre tavole. EPPURE, SE non abbiamo timore a guardare in faccia la realtà, insetti e affini sono già nel nostro piatto senza che ne abbiamo consapevolezza. In primo luogo perché quando si macina la farina o si preparano altri alimenti, negli ingredienti potrebbero essere presenti dei piccoli insetti sfuggiti al controllo visivo; così come i crostacei marini che consideriamo un cibo ghiotto, sono artropodi della stessa famiglia di millepiedi, ragni e scorpioni. D’ALTRONDE GLI INSETTI facevano parte anche della dieta dei nostri antenati mediterranei, se è vero che Aristotele apprezzava il sapore delle cavallette e i romani gustavano larve di scarabeo. Storia antica a parte, ci sono buone probabilità che mangeremo insetti nel prossimo futuro, poiché è stato calcolato che nel 2050 sulla Terra saremo 9 miliardi di persone e la quantità di cibo disponibile non sarà più sufficiente per tutti. Del resto gli insetti sono ricchi di proteine nobili e, diversamente da quello che si pensa, non fanno male alla salute: gli unici rischi potrebbero essere quelli legati ad una cattiva conservazione o allo sviluppo di determinate tossine, ma sono gli stessi pericoli che corriamo nel caso di tutti gli altri alimenti. D’altra parte, quando ai tempi dei nostri nonni si mangiavano le ciliegie «col gigi» o si diceva che qualche parassita nei funghi ne testimoniava l’innocuità, oltre ad essere «ciccia di bosco», non erano insetti anche quelli? Il futuro, si dice spesso, ha un cuore antico.

Classi 3A, 3B

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