Campionato di Giornalismo la Nazione

In scena, si alzi il sipario

AL PUBBLICO piace molto come recitiamo, infatti non finiamo di concludere una battuta che ci sommerge di applausi! Beh... non si può di certo dire che alle nostre recite ci sia un grande pubblico, ma le persone che vengono a vedere queste rappresentazioni, per lo più nostri parenti, sono sempre molto partecipi ed entusiasti. LA NOSTRA RECITA è stata tutta una rievocazione storica a cui ha partecipato l’intero plesso di Pozzuolo Umbro: dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente alla scoperta dell’America, alla gloriosa unificazione nazionale dell’Italia fino a tutto il Novecento. Il pubblico ha visto passare barbari minacciosi, Carlo Magno, Cristoforo Colombo che raccontava il suo viaggio, Garibaldi con la sua camicia rossa, e tanti altri personaggi che hanno fatto la storia italiana. In questa recita vi erano anche molte letture, tratte da testi letterari, musiche dei periodi trattati e balletti (per esempio delle ragazze ballavano il charleston, tipico ballo degli Anni Venti). Bisogna dire che, tra tutte le recite a cui la nostra classe ha partecipato, questa è stata la più bella, poiché tutti noi ci siamo immedesimati perfettamente ognuno nella propria parte e, i personaggi che interpretavamo, erano i grandi personaggi realmente esistiti che hanno fatto la storia d’Italia, non personaggi provenienti dalla fantasia di uno scrittore e, questo, era forse uno spunto in più per interpretare meglio la parte, dato che abbiamo testimonianze storiche di come erano questi personaggi. L’ANNO PRIMA abbiamo interpretato i personaggi dell’Iliade: dei ed eroi, un’altra classe invece ci ha presentato i personaggi dell’Inferno di Dante. L’ opera da mettere in scena quest’anno sarà «La giara», un’opera di Luigi Pirandello. Narra di una persona ricca che compra una giara e se la fa portare nel suo giardino. Al suo arrivo la giara è intatta e viene lasciata nel giardino tutta la notte, la mattina dopo il padrone con orrore si accorge che la giara è rotta. Allora tutto infuriato cerca il colpevole del disastro, ma non trova nessuno, quindi alla fine decide di chiamare un “conciabrocche” per far aggiustare la sua giara. DA QUI TANTE situazioni divertenti. E’ molto bello recitare e provare quelle forti emozioni che colpiscono al cuore. Abbiamo iniziato a coltivare l’amore per il teatro e non ci lascia più, abbiamo imparato a provare le emozioni del personaggio che interpretiamo; mettersi nei panni di qualcun altro serve a tutti noi anche per poter capire le emozioni degli altri. Non a caso il teatro è anche catarsi: dal termine greco katharsis, utilizzato per indicare la cerimonia di purificazione che si ritrova in diverse concezioni religiose e in rituali magici.

Classe 3P

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