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Slot: svago o dipendenza?

UNDICI MILIONI e settantamila euro di euro annui. Questa è la cifra delle giocate effettuate nel nostro comune secondo gli ultimi dati; insieme alla spesa pro-capite annua di 548 euro, Monsummano si colloca in una posizione a rischio all’interno di una regione che in Prato trova la città con la più alta spesa nazionale. Questi i numeri ufficiali presenti sul sito «L’Italia delle slot» che monitora la situazione nazionale. Dati che trovano una conferma nella nostra inchiesta: su 25 bar situati nel centro, il 44% possiede slot di vario tipo. Ma molti locali continuano a dire «no» alle «macchine mangia-soldi»: chi per motivi di sicurezza, chi per mantenere la virtuosità dell’impresa. Da loro inizia la nostra l’inchiesta. Umberto, proprietario del bar Cavour, motiva così la sua scelta: «Non le ho messe perché sono contro il gioco d’azzardo. Sebbene una macchinetta possa rendere in media 800 euro al mese, chi viene a giocare è gente con i soldi ‘facili’ e abbasserebbe la qualità del locale, allontanando la clientela abituale». Concorde la posizione del proprietario del Bar Vamagi: «Io avevo delle slot machine, ma le ho tolte perché clientela indesiderata iniziava a frequentare il locale. Questi giocatori bevevano e scommettevano, perciò temevo che infastidissero il personale, composto da giovani ragazze ». Ludovica, altra proprietaria, espone le ragioni della sua scelta: «Tra me e i miei clienti abituali si è instaurato un rapporto familiare. Escono dal lavoro per una pausa e scambiano con me quattro parole, quindi se entrassero persone dedite al gioco questa familiarità andrebbe persa». Non tutti i proprietari condividono questa posizione e molti ci hanno confessato che non toglierebbero le slot anche se in cambio potessero ottenere degli sgravi fiscali: una proposta, questa, presentata lo scorso anno in Parlamento. Alcuni trovano che questo gioco sia un passatempo lecito e divertente, altri le toglierebbero se avessero alternative di guadagno, molti non si pentono della scelta perché ritengono che, se le persone sviluppano una dipendenza, non è a causa di un bar piccolo come il loro. Concludendo: il 34% degli intervistati, ritiene che le slot diano un contributo economico elevato, attirino clientela e alcuni ritengono che siano un modo di divertirsi innocuo. Ma è davvero così? Una problematica da sottovalutare? Luci abbaglianti e colorate attirano anche i giovani: i proventi del gioco d’azzardo incrementano ogni anno e sono un terreno su cui i proprietari più ragionevoli, che accettano restrizioni alla diffusione del gioco, si scontrano con coloro che ne traggono benefici.

Classi 3B, 3F

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