Campionato di Giornalismo la Nazione

Noi: generazione 3.0

PASSIAMO UNA giornata in spiaggia? A cena con gli amici? Siamo in pizzeria per un compleanno? Va a finire sempre nello stesso modo: con il telefono in mano. Selfie. Recensioni. Foto. Video. C’è una frase di Alfred Einstein che fa pensare: «Temo il giorno in cui la tecnologia supererà la nostra interazione umana. Il mondo avrà una generazione di idioti». La previsione di Einstein si è avverata? Siamo forse noi una generazione di idioti? Ebbene, la nostra risposta è NO! Almeno non vorremmo esserlo. Certo, non neghiamo quanto sia importante per noi avere il cellulare carico. Non vogliamo, però, sembrare zombie che camminano grazie a google maps o maniaci dei social. Noi proponiamo le nostre idee tramite i cellulari. Siamo sempre aggiornati sull’andamento dell’era contemporanea. Conosciamo il mondo tramite lo schermo. Ma non è totalmente giusto definirci dipendenti. Una delle cause dell’attaccamento al telefono, infatti, è che abbiamo tanto, ma tanto bisogno di socializzare con gli altri. Magari lo facciamo male… Ma siamo alle medie, viviamo la tendenza ad essere indipendenti dai genitori e voler trascorrere del tempo in compagnia dei coetanei. I social vengono utilizzati, come dice il nome, principalmente per socializzare. Ci viene risposto dagli adulti che bisogna uscire all’aria aperta e divertirsi, come facevano loro, invece che «flipparsi» allo smartphone. Bene. Dov’è un posto per noi in città (specie in inverno!)? Possiamo uscire da soli? Come la mettiamo con lo studio e le attività extra (come lo sport) che dobbiamo fare? Non è mica facile stare fisicamente con gli amici! Non c’è mica più il quartiere sotto casa dove ritrovarsi, la città è più trafficata e pericolosa, i genitori più apprensivi (c’è da capirli, nel mondo di oggi). Comunicare in internet ci aliena dalla realtà? Ci siamo ridotti a condividere video di sciocchezze su youtube e perdiamo del tempo prezioso? Siamo esposti ai pericoli della rete? Può essere, e accettiamo il rischio, insieme alle potenzialità che offre la tecnologia. E voi, adulti, dateci fiducia. Non è più l’era dei piccioni viaggiatori o dei gettoni telefonici, purtroppo o per fortuna. In realtà, crediamo che i giovani, se invitati e stimolati, hanno in sé un vulcano di desideri di vita, di bene, di energie creative, di bellezza, che aspetta solo chi legga i loro bisogni e si prenda cura della nostra generazione. Insomma, ci servono orecchie che ci ascoltino e cuori che ci capiscano. Le orecchie, però, sono sempre meno attente alle parole altrui e sempre più concentrate sul proprio io. Ecco perché una chat con l’amico sembra diventare un’àncora di salvezza per ogni ragazzo. Che forse può darci un po’ di stabilità e sicurezza in un mare di sentimenti inespressi, trattenuti a volte per vergogna, di emozioni e di desideri.

Classe 3D - Tutor: Benedetta Mercati

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