Campionato di Giornalismo la Nazione

Moltiplicando nel mondo

DA SEMPRE le moltiplicazioni, le frazioni, le sottrazioni, le espressioni sono stati un grande problema per grandi e piccini. Nella nostra classe dall’inizio dell’anno stiamo studiando nuovi e vecchi metodi che arrivano da ogni parte del mondo: a partire dalle moltiplicazioni degli arabi fino ad arrivare in Egitto con la leggenda dell’occhio di Horus. Per eseguire una moltiplicazione o una divisione, gli Egizi usavano una tecnica originale, molto semplice, testimoniata dal papiro di Rhind. Per esempio, calcoliamo 19 per 25. Si tracciano 2 colonne: sulla prima si mettono le potenze del due, cioè si parte da 1 e si raddoppia ogni volta senza superare il primo fattore della moltiplicazione, mentre sulla seconda si parte dal secondo fattore della moltiplicazione e si raddoppia tante volte quante sono i numeri della prima colonna. A questo punto nella prima colonna si cercano dei numeri che sommati diano come risultato il primo fattore. Consideriamo questi numeri e i loro corrispondenti nella seconda colonna, cancelliamo gli altri. Ora si addizionano i numeri rimasti della seconda colonna: ecco il risultato! Il metodo egiziano offre un bel vantaggio: non è necessario ricordare le tabelline, basta saper moltiplicare per 2. Dall’Antico Egitto alla Russia, dove troviamo un metodo molto simile a quello precedente usato nelle campagne fino a tempi recenti. Il metodo è ricordato come ‘La moltiplicazione dei Contadini Russi’, ma anche nella Roma Antica si usava lo stesso metodo. Troviamo sempre 2 colonne: questa volta nella prima si divide il primo fattore per 2 fino ad arrivare ad 1, mentre nella seconda colonna accade l’esatto opposto. Prendiamo il secondo fattore e lo moltiplichiamo per 2 quanti sono i numeri della prima colonna.A questo punto cancelliamo i numeri nella seconda colonna che compaiono in corrispondenza dei numeri pari nella prima colonna. I numeri rimasti nella seconda colonna si addizionano ed ecco il prodotto. Un altro metodo venne inventato dagli Arabi: ‘a reticolo’ o ‘a graticola’ conosciuto in Italia da fine 1400 come ‘a gelosia’. La motivazione si trova nel libro ‘Summa de Aritmetica’ (1494) del matematico Luca Pacioli: «Con il termine gelosia indichiamo quelle grate che si ha l’abitudine di mettere alle finestre delle case dove abitano delle donne affinché non si possano vedere con facilità» e ancora oggi il termine gelosia indica quella parte della finestra che impedisce ad una persona che si trova fuori di vedere dentro casa, mentre chi è dentro può vedere fuori. Dato che le cifre sono due in entrambi i fattori, costruiamo un quadrato diviso in 4 caselle, due sopra e due sotto. Poi la graticola dividendo le caselle a metà con una diagonale scriviamo esternamente le cifre dei due fattori (i numeri da moltiplicare). In ogni casella scriviamo il prodotto del numero di riga con il numero di colonna. Un altro metodo fantastico è la moltiplicazione con i bastoncini. Non richiede la conoscenza delle tabelline. Molto usato in Giappone... ma lo conoscevano i Cinesi e anche i Maia.

Classe 1A - Tutor: Elisa Alamanni

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