Campionato di Giornalismo la Nazione

Islam in Italia: si può convivere?

È possibile una convivenza pacifica tra italiani e musulmani, è possibile il rispetto, è possibile la coesistenza dell’islam con i valori democratici dell’occidente? Per cercare di rispondere a queste domande, abbiamo organizzato un incontro tra noi studenti del Cpia e una delegazione della Coreis, la Comunità Religiosa Islamica Italiana. Esiste infatti una comunità di musulmani, nati in Italia da genitori italiani, molto attiva e disposta al dialogo interreligioso. L’imam Abu Backr Moretta e Aisha Lazzerini, collaboratori del noto imam Yahya Pallavicini, hanno accettato il nostro invito, rispondendo alle domande che abbiamo posto loro. Perché i musulmani credono nella guerra santa? La parola jihad viene da «Jahd» che significa «sforzo». Il corano parla di «piccolo sforzo» o «piccola guerra santa», da un lato, e «grande sforzo» o «grande guerra santa» dall’altro. La «piccola jihad» può assumere varie forme e ai tempi del profeta Maometto prese anche la forma di una vera e propria guerra di difesa della nascente comunità islamica. Ma nessuno dice che nel 2016, con la Dichiarazione di Marrakech, centinaia di leader islamici hanno affermato che non è più tempo di combattere questo tipo di piccola jihad: la piccola jihad oggi deve essere vissuta come lo sforzo di vivere la religione nelle sfide della quotidianità: famiglia, lavoro, società. La grande guerra santa, la jihad maggiore, consiste in uno sforzo teso al miglioramento individuale, al perseguimento della salvezza dell’anima, un percorso spirituale che tutti i musulmani devono seguire per tutta la vita. La vera jihad è quella spirituale. Sulla parità tra uomo e donna, cosa pensano i musulmani? Maometto dice che tutti gli esseri umani sono uguali e hanno pari dignità. Altresì l’uomo è considerato il capofamiglia, che ha la responsabilità di provvedere al sostentamento di sua moglie e dei suoi figli. In alcuni paesi a maggioranza musulmana ci sono delle esagerazioni (vedasi l’Arabia Saudita) dovute alla cultura locale, non alla religione. Come si fa a cancellare il pregiudizio musulmano=terrorista? In Europa e in Italia c’è una scarsa conoscenza dell’islam. Mai nel corano si fa riferimento al terrorismo e alla violenza come mezzi per raggiungere la salvezza o rendersi utili alla causa dell’islam. I terroristi che si dicono islamici non hanno compreso i precetti religiosi, essi rappresentano una deviazione inaccettabile. I mass media occidentali strumentalizzano gli eventi alimentando un odio diffuso nei confronti dei musulmani i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, desiderano vivere pacificamente con i fratelli cristiani.

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