Campionato di Giornalismo la Nazione

Il calvario dei fratelli Coen

ALL’ARCHIVIO di Stato di Assisi abbiamo esaminato alcuni documenti riguardanti il periodo delle «Leggi razziali» individuando così la presenza di diverse famiglie ebree presenti nel nostro territorio in quel periodo. Ci ha colpio in modo particolare la vicenda di due ragazzini di circa la nostra età perseguitati con la stessa durezza e rigidità messa in atto contro gli adulti. In un documento inoltrato dalla Questura di Perugia alla Polizia di Assisi (18/02/1944) veniva chiesto se la famiglia Coen formata dai due fratelli Paolo e Luciano e dalla madre Elsa, avesse fatto ritorno ad Assisi in via del Ceppo della Catena 20 e la polizia avrebbe dovuto informare la Questura sui beni mobili e immobili della famiglia in questione. Dalla datazione dei documenti emerge una persecuzione capillare e continua indipendentemente dall’età , dal sesso, dalla classe sociale. ABBIAMO SCRITTO alcune pagine di diario immedesimandoci in Luciano Coen. «Firenze, 10 settembre 1943. Io e mio fratello Paolo siamo due ragazzini di 13 e 10 anni, siamo ebrei, ma questo fino ad oggi non sembrava interessare nessuno; dell’essere ebrei, intendo. Questa mattina ci siamo svegliati e diretti a scuola. Arrivati ci siamo trovati davanti ad una scena terribile: un poliziotto separava gli ariani dagli ebrei, e noi ci siamo ritrovati tra questi ultimi. Automaticamente ci hanno cacciati via. Giunti a casa, mamma ci ha accolti con fare angosciante. Ci ha fatto preparare le valigie e siamo scappati in fretta e in furia, mentre papà è voluto rimanere a Firenze per non destare troppi sospetti». «ASSISI, 13 SETTEMBRE 1943. Dopo un lungo viaggio, siamo arrivati ad Assisi e ci siamo stabiliti lì in una casa in Via Ceppo della Catena 20. Solo dopo essere arrivati la mamma ci ha spiegato il perché del nostro trasferimento: a causa delle Leggi Razziali. Assisi, 21 gennaio 1944 Scusa se non ti ho scritto per un po’, ma abbiamo ricevuto una notizia terribile. Papà è stato catturato dalle forze dell’ordine e deportato ». «ASSISI, 13 FEBBRAIO 1944. Voglio tornare a giocare, voglio tornare ad imparare, voglio tornare a vivere, perché ora come ora, la mia vita non ha più un senso; è morta. La nostra vita va avanti giorno per giorno con tante paure e preoccupazioni, dobbiamo stare attenti a come ci moviamo ma per fortuna abbiamo trovato delle persone che in qualche modo ci aiutano». «FIRENZE, 20 MAGGIO 1946. Eccoti! Ti ho ritrovato! In questo periodo di assenza sono successe tante cose: il regime fascista è caduto e con esso anche le Leggi Razziali e noi siamo tornati a Firenze. Io e Paolo abbiamo ripreso normalmente la scuola. Della nostra salvezza dobbiamo ringraziare Assisi nelle sue figure civili e religiose per averci nascosti e sostenuti in questi duri anni».

Classi 2B, 2D, 3B, 3D - Tutor: Roberta Gorietti, Anna Masciotti, Rossana Parini

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