Campionato di Giornalismo la Nazione

“Basta con razzisti e bulli”

IL BULLISMO è una forma di violenza fisica, verbale e psicologica che colpisce ragazzi che sono vittime di solito di gruppi di coetanei che li prendono in giro e li deridono o esercitano violenza fisica. In gruppo perché così si sentono più «forti». Oggigiorno ci sono due tipi di bullismo: quello fisico e verbale di cui si diceva prima e il cyberbullismo, una forma più tecnologica e moderna di comunicare violenza e spesso ancora più pericolosa di quella fisica. Consiste nel diffondere on line video o immagini imbarazzanti riguardanti una specifica persona, quella presa di mira dal branco. C’È CHI INCOLPA internet e i social ma molto dipende da come li si impiega. La maggior parte dei bulli e delle bulle (sì, perché in questo c’è parità di genere) sono inconsapevoli di esserlo perché, mancando di empatia, sono anestetizzati di fronte al dolore degli altri, non si rendono conto di quanto fanno soffrire le derisioni e gli insulti. Talvolta le forme di aggressione in rete possono avere anche scopo minatorio, perseguito da chi vuole danneggiare, isolare e spaventare qualcuno. Inoltre si verificano sempre più frequentemente perché viviamo in un mondo in cui la realtà è vista spesso come un gioco: che pensare di branchi o di individui che picchiano, umiliano, riprendono, mettono tutto in rete e là il circolo vizioso ricomincia? MOLTE VOLTE le vittime subiscono e basta, i danni al cuore e alla mente non si vedono, per ora. Ma le vittime, qualche volta, trasformano la paura in dolore e in autolesionismo. Alcuni vanno in depressione che può portare, nel peggiore dei casi, al suicidio. Recentemente, in una città italiana, una ragazza di quindici anni si è buttata sulle rotaie di un treno che è passato subito dopo. Questo suicidio, purtroppo uno dei tanti che si sono verificati in questi anni, è stato causato dal bullismo di cui quella quindicenne era oggetto. Purtroppo sono in aumento in tutta Italia i casi di bullismo, e anche l’Umbria non fa eccezione, come riportano indagini e statistiche. ATTENZIONE a coloro che lo sottovalutano definendolo «una ragazzata ». Per fermare il bullo ci si deve rivolgere gli adulti: ai genitori, ai professori, a medici e psicologi. Molti concordano nel ritenere che il mondo adulto abbia preparato ai figli una vita sospesa, fondata sul vuoto del successo e del possesso. Che di cattivi esempi ne ha dati troppi mentre i modelli positivi scarseggiano. Così facendo ha strappato lo le radici e minato le fondamenta della convivenza civile: nella scuola, per la strada, fra coetanei, la violenza fisica e verbale cresce.

Classe 3D

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