Campionato di Giornalismo la Nazione

Social network, pro e contro

ABBIAMO chiesto ai nostri compagni di indicare secondo loro quali sono le forme di dipendenza più diffuse nel mondo giovanile. Il risultato è stato sorprendente: tra tabagismo (14,5%), tossicodipendenza (6.6%) ed alcool (1,3%) «stravince » la dipendenza da social e videogiochi (67,1%). È questo un pericolo riconosciuto anche da genitori ed insegnanti, che denunciano la scarsa conoscenza da parte dei ragazzi del problema. Certamente l’uso dei social si è diffuso negli ultimi anni in modo capillare in tutto il mondo, facilitando la vita di molte persone e, soprattutto, cambiandola. Infatti, le email hanno velocizzato lo scambio di informazioni tra persone, mentre Instagram, Facebook, Twitter o Skipe hanno permesso a milioni di utenti di socializzare e comunicare con persone di tutto il mondo, condividendo le proprie esperienze e propri interessi. Così molte persone hanno avuto anche l’occasione di conoscere culture differenti comodamente da casa. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Se è vero che i social hanno creato grandi opportunità di apprendimento e creatività, esiste anche un rovescio della medaglia: la dipendenza e il cyberbullismo. Ansia e depressione sono, infatti, solo alcuni dei sintomi causati dalla dipendenza da social. Sì perché milioni di foto e video di facce sorridenti e felici possono indurre ansia in chi si sente fragile o inadeguato. Segue la mancanza di sonno. Il riposo è fondamentale per tutti, ma essenziale per i giovani che si trovano ancora nello stadio di sviluppo delle loro funzioni cerebrali. Sono numerosi gli studi scientifici che associano una pessima qualità del sonno con l’abuso dei social media. Il terzo sintomo è l’ossessione di come si appare, un pallino fisso dei ragazzi e, soprattutto, delle ragazze che nel 90% dei casi sono insoddisfatte del loro corpo. Le numerosissime foto caricate ogni giorno sui vari social rappresentano una continua frustrazione per ragazze con bassa autostima. Il quarto sintomo è la paura di “non esserci”, di venire tagliato fuori dagli eventi organizzati dagli amici perché non “connessi”. Così i giovani diventano dipendenti dai social per sentirsi parte integrante del gruppo e questo fenomeno causa una continua ansia. Un discorso diverso è rappresentato dal cyberbullismo. Il problema è rilevante dato che su 10 giovani 7 affermano di esserne vittima. Le conseguenze sono gravi, come ci insegna il caso di Carolina, 14 anni, morta suicida. Lei durante una festa si sente male, se ne va in bagno che barcolla ubriaca; loro che la seguono, la circondano, la molestano e la filmano. Il video finisce in rete e dopo qualche tempo Carolina decide di farla finita e sceglie il salto nel vuoto.

Classe 2B

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