Campionato di Giornalismo la Nazione

Pregiudizi contro gli italiani

IL FENOMENO dell’emigrazione italiana all’estero ha inizio nel 1861 subito dopo l’Unita d’Italia. Gli emigranti avevano come principale destinazione gli Stati Uniti, dove cercavano condizioni di vita migliori ed un lavoro stabile. Si imbarcavano su transatlantici col biglietto di sola andata e la principale meta era New York. Di lì a poco milioni di italiani si trovarono in uno stato estero, molti di loro non avevano alcuna istruzione e vivevano in condizioni disumane nei ghetti newyorchesi. Nascevano così i pregiudizi verso gli italiani. Venivano chiamati e considerati ‘problemi’ per la società, proprio come attualmente alcuni italiani considerano adesso gli immigrati. Alcuni modi di dire riferiti agli italiani nel 1800 erano: «Bel paese, brutta gente»; «sfruttano bambini»; «Ci rubano il lavoro»; «Importano criminalità». Quest’ ultima affermazione, tuttavia, è in parte corretta poiché la maggior parte della mafia americana era composta da italiani. In classe, per introdurre questo argomento e per farci riflettere sui pregiudizi di ieri e di oggi, gli insegnanti ci hanno fornito delle scheda dove erano riportate delle definizioni offensive. SENZA SAPERE queste a quale nazionalità si riferisse, ciascuno di noi doveva cercare di indovinarlo. La maggioranza degli alunni non ha minimamente pensato che quelle ‘definizioni’ si riferissero proprio a noi italiani, quando eravamo noi in terra straniera. Questo esercizio ci ha fatto riflettere su come si possa essere contagiati dal pregiudizio, senza nemmeno accorgersene. Questo ci ha fatto riflettere come anche oggi, possiamo tutti essere vittime di pregiudizi, quando emergono dei giudizi affettati sugli immigrati. Spesso succede perché si giudica senza distinzioni, senza pensare alla storia, alle difficoltà che molte persone hanno vissuto nel loro paese tanto da farli scappare, rischiare la vita abbandonando tutto e tutti per salvarsi, anche perché non avevano altra possibilità.

Classe 3A - Tutor: Gerardo Michele Pascucci

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI