Campionato di Giornalismo la Nazione

Pillole di storia: parla la prof

LA TERZA MEDIA del nostro istituto si è recata lo scorso 26 febbraio a visitare la mostra «Le vacanze per i figli del popolo» curata dagli studiosi Stefania Nerucci e Alfonso Venturini e allestita negli spazi della biblioteca Forteguerriana di Pistoia. L’esposizione si snoda in 4 teche affrontando il tema delle colonie fasciste di area pistoiese e non solo attive tra il 1928 e il 1943. Il percorso si apre con un’inquadratura generale sul fenomeno delle colonie estive anche precedenti al fascismo, dopodiché affronta i vari aspetti più caratteristici della giornata in comunità per terminare sull’istruzione e sull’educazione del «fascista perfetto», reso tale da «libro e moschetto», come recita la copertina di un sussidiario esposto. Al termine della visita guidata la professoressa Nerucci, che ringraziamo per l’esperienza e la competenza, si è resa disponibile a rispondere ad alcune domande. Perché ha scelto di allestire una mostra su questo tema? «Sono molto appassionata di storia, che ho insegnato alle medie, infatti mi sono laureata e specializzata in storia contemporanea e filosofia. Ma ho voluto approfondire la vita di colonia, in particolare quella formalizzata dal periodo fascista, a partire dalla testimonianza di una bambina di 10 anni,ossia mia madre a quell’epoca. Da lì è partito tutto. Nel 1942 aveva trascorso l’estate nella colonia Galimberti di Borgo a Buggiano, dove ha scritto le sue memorie che oggi potete vedere qui in mostra». Qual è, secondo lei, l’importanza dell’insegnamento della storia nella scuola? «Secondo me, è molto importante e per dimostrarlo mi appoggio a una citazione di George Moss, ebreo fuggito dalla Germania, che diceva di aver visto il male nella storia e ha scritto: ‘Quello che è l’uomo, lo può dire solo la storia’. Stese volumi sul nazismo e sul fascismo perché doveva capire cosa fosse successo, senza sovrapporre i suoi valori, ma con oggettività. Oggi i ragazzi non devono banalizzare il fenomeno del nazismo, bisogna infatti sempre partire dal conoscere e dal voler sapere cosa è accaduto e per saperlo è necessario andare sempre alla fonte». Come può essere reso più piacevole lo studio di questa materia tra i banchi di scuola? «La storia ha subito nel tempo una sempre maggiore riduzione nell’orario scolastico, ma può ancora difendersi e diventare appetibile anche in poco tempo attraverso visite guidate, come state facendo anche voi, e la lettura di fonti e documenti con conseguente analisi e commento personali. In questo modo si possono scoprire i fatti storici in maniera più creativa e attraverso il contatto diretto con ciò che la storia ha prodotto».

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