Campionato di Giornalismo la Nazione

Or fermiamoci a pensare!

VI SIETE mai chiesti cosa succede dall’altra parte del mare? Cosa spinge gli immigrati a venire da noi? Oggi siamo qui per spiegarvelo e per fare aprire gli occhi a molte persone. Migliaia di esseri umani in fuga dalla miseria, dalle persecuzioni politiche e religiose o dalla guerra, sbarcano sulle nostre coste. Alcuni usano il nostro paese come un ponte per raggiungere altre mete, mentre alcuni provano a ricostruirsi qui una vita migliore. NEL 2017 sono immigrate circa 120 000 persone, soprattutto dai paesi attualmente in guerra o in condizioni di miseria: di queste ogni anno ne muoiono circa 2000 durante il viaggio in mare. Nonostante gli enormi progressi compiuti dall’umanità, ancora oggi esistono paesi “ricchi” e paesi “poveri” e il 40% della popolazione mondiale vive in condizione di sottosviluppo. Problematiche come la denutrizione, le malattie epidemiche e infettive, la scarsa disponibilità di acqua potabile, la mortalità infantile e il basso livello di alfabetizzazione caratterizzano soprattutto alcune zone del mondo: principalmente l’Africa e parte dell’Asia. Le condizioni che spingono gli africani ad emigrare sono i problemi sociali ed economici, mentre nel Medio Oriente le cause sono diverse, come per esempio i vari conflitti. Un paese che oggi molte persone sono costrette ad abbandonare è la Siria: circa il 60% della popolazione siriana emigra a causa della guerra, in cerca di lavoro, pace o tranquillità. In questo periodo nei paesi come la Siria ci sono ogni giorno dei conflitti religiosi o politici che coinvolgono anche dei comuni civili: proprio per questo circa il 3% degli immigrati siriani si rifugia in Italia per scappare dalla morte. Quando queste persone arrivano nel loro nuovo paese, si sentono al sicuro ma allo stesso tempo spaesate, perché non conoscono la lingua o la cultura di cui faranno parte nel futuro. E NOI cittadini italiani come ci comportiamo? Qualche volta discriminiamo, molto spesso non proviamo a immedesimarci nelle difficoltà degli altri, quasi sempre cadiamo nel giudizio. Invece dovremmo riflettere. Prima di discriminare gli immigrati pensiamo al passato, perché anche noi come loro siamo emigrati per le stesse motivazioni: c’è chi ci ha accolto a braccia aperte e chi no. Fermiamoci a pensare un secondo e mettiamoci nei loro panni, perché nessuno deve essere “etichettato” per la sua provenienza: se viene dalla guerra non significa che porterà la guerra con sé.

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