Campionato di Giornalismo la Nazione

In cucina tra avanzi e idee

STORIA della cucina pratese …dove gli avanzi diventano succulente pietanze da leccarsi i baffi. Il modo più immediato per conoscere una città è sicuramente tramite la sua cucina: gli ingredienti e la loro combinazione riescono a raccontare della cultura locale più di un milione di libri. Così la storia della nostra Prato è ben rappresentata dai suoi piatti tipici, legati ad una tradizione che si può far risalire addirittura al medioevo. La cucina pratese si rifà in gran parte a quella classica toscana, anche se con caratteristiche proprie. È sostanzialmente povera, fatta di pochi, semplici ingredienti, ma rigorosamente genuini, tra i quali gli ortaggi dei campi che circondano la città, dove le gore a cielo aperto permettono abbondanti annaffiature. Alla base della cucina della nostra città c’è il sano principio che «non si butta via nulla». La fortuna del tessile pratese è stato proprio il riutilizzo degli stracci, un materiale di scarto, ai quali l’ingegno della brava gente di Prato ha saputo dare nuova vita. Come nell’industria, così nella cucina, emblema della nostra tavola sono i piatti che utilizzano in modo creativo il pane avanzato. Ed ecco quindi la minestra di pane e la ribollita, la panzanella e la pappa col pomodoro. E a proposito di pane, parliamo della Bozza Pratese. Si tratta di un pane antico, frutto della tradizione contadina, risalente al XVI secolo. La ricetta originale prevede l’uso di farina di grano tenero, acqua, lievito naturale e niente sale! L’impasto viene sottoposto ad una lunga lievitazione e dopo la cottura nel forno a legna uscirà fuori un pane di forma rettangolare, bruno, rustico e croccante, buono anche dopo qualche giorno. Ma se una fetta di pan solo non vi basta, qui non mancano gustosi insaccati con cui accompagnarlo, prima fra tutti la mortadella di Prato, rossa di Alkermes e profumata di spezie. Un piatto che si cucina esclusivamente a Prato è il Sedano ripieno alla pratese. Si tratta di una ricetta complessa, che sembra abbia avuto origine nei monasteri vicino alla città. La tradizione vuole che i sedani ripieni vengano preparati l’8 settembre, in occasione della Madonna della Fiera. Prato è stata influenzata da cucine etniche, soprattutto orientali ed africane, ma non ha dimenticato le sue radici culinarie. In centro o in periferia, ci sono ancora ristoranti o negozietti dove possiamo gustare i piatti tipici della nostra cucina: la bozza di Prato dal «Fogacci», la mortadella di Prato da «La Fattoressa », i sedani ripieni da «Baghino »e la pappa al pomodoro da «Rino e Renato». Avete l’acquolina in bocca, vero? Scommettiamo che adesso andrete a fare merenda con un bel panino con la mortadella di Prato, naturalmente!

Classe 2A - Tutor: Elena Ballerini

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI