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Il talento? Bisogna crederci!

COS’È il talento? «Una predisposizione, un bagaglio con cui si nasce, come una scatola di mattoncini Lego da unire tra loro per dare una forma». Così lo definisce la dott.ssa Francesca Giomi, psicologa che collabora con il nostro Istituto, ma in effetti ci sono tanti modi di vedere e definire il talento, che può essere considerato anche superamento dei propri limiti ed esaltazione delle proprie capacità. Nel sud della Spagna, particolarmente in Andalusia, esisteva un termine, “duende”, che descriveva una creatura fantastica, ma che al tempo stesso stava significare il talento individuale ed istintivo. “Historias con duende” è divenuto uno spettacolo teatrale che ha per soggetto le vite di tre personaggi storici (Juana la Loca, de Goya e Garcìa Lorca), fortemente segnati dal proprio carisma. Quello che però l’opera vuol farci scoprire è che tutti quanti, volendo, possiamo avere quella forza innata, possiamo “tener duende”. Forse il talento più grande e allo stesso tempo più difficile da esprimere è quello che si può trovare in varie forme di handicap, come dimostra il campione paralimpico Matteo Betti, che considera la sua disabilità un’occasione che gli ha permesso di essere quel che è. Ognuno di noi ha delle piccole disabilità, cioè delle difficoltà e dei difetti che solo grazie al proprio talento possono essere superate, permettendoci di raggiungere qualsiasi meta. Lo si è visto anche con i ragazzi che praticano Baskin. Da loro abbiamo capito che il talento può essere lo stesso, ma ad essere diverse sono le possibilità. Le regole sono state ideate per colmare ogni disabilità. Ad esempio, se cinque bambini di altezze differenti devono verniciare un muro, viene data loro una scala che colmi la differenza di altezza: esattamente questo avviene nel Baskin. Il talento può essere anche esaltazione delle proprie doti. Francesca Lazzeroni è una cantante lirica senese che è riuscita a raggiungere grandi palcoscenici. Racconta come si è accorta del suo talento. «Ero piccola, guardavo in televisione un concerto di musica lirica, da lì ho capito. Ho iniziato a studiare, ho continuato a coltivare il mio sogno, ma è stato necessario metterci grande impegno e sacrificio. Solo così sono riuscita a arrivare ad alti livelli e ad esibirmi in vari palcoscenici, italiani e non». Francesca Lazzeroni ha paragonato il talento a una lampadina, che ti può indicare una strada da seguire, per la quale sei più portato, e che ti dà possibilità in più nel mondo del lavoro. Ma il talento può diventare un’arma a doppio taglio? Francesca ne è certa, ritiene che, se non correttamente applicato, il talento può provocare atteggiamenti sbagliati, di diverso avviso Matteo Betti, che spiega che nello sport questa forza innata può solo supportare chi la possiede.

Classe 2D

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