Campionato di Giornalismo la Nazione

I Care! Barbiana ieri e oggi

IN MEMORIA del cinquantesimo anniversario della morte di don Lorenzo Milani la nostra scuola ha dato il via al progetto “Una piccola Barbiana”, che coinvolge alunni di età e lingua differenti del nostro istituto i quali apprendono gli uni dagli altri. Il progetto prevede per gli alunni italofoni e non italofoni della nostra scuola, la consapevolezza del valore della lingua e del suo uso responsabile come potente strumento di conoscenza, di espressione e di comunicazione. Ma che cosa è stata e cosa ci ha lasciato la scuola di Barbiana in questo senso? Don Milani inviato nel Mugello, dopo aver conosciuto la realtà che gli era stata affidata sente la responsabilità come parroco, di partire dalla creazione di una scuola per alfabetizzare i figli dei contadini. Questo perché aveva chiaro che quei ragazzi, privati della lingua e dell’istruzione, erano destinati a rimanere analfabeti e a vedere i loro diritti calpestati dai padroni. Questa diseguaglianza diventa per don Lorenzo, un motivo di lotta e un impegno come uomo e prete. La parola, quella di ogni persona e quella del Vangelo, che rende ogni essere umano uguale all’altro e, che permette un dialogo tra pari, diventa nell’esperienza della scuola di Barbiana, il cuore della promozione della dignità umana. In modo particolare l’educazione al pensiero critico, lo studio serio e appassionato, la valutazione dell’alunno, l’esperienza conoscitiva, la scrittura collettiva e la consapevolezza di essere cittadini sovrani, fanno di quella scuola ancora un punto di domanda. Nel nostro Istituto non sono invitati ad imparare la lingua soltanto Francesca, Sara, Lapo, Jacopo ma anche Assane, Matar, Yaki, Alan. Il valore della lingua italiana che “include” è importante e spetta a tutti riconoscerla come prioritaria della propria formazione personale e ponte attraverso cui crescere nel rispetto reciproco. È solo la lingua che rende uguali. Uguale è chi sa esprimersi e intendere l’espressione altrui.” Al contempo, si deve imparare a puntare alla scoperta e alla valorizzazione delle tante lingue presenti nella scuola UN OSTACOLO da superare infine, che vogliano lasciare come domanda è quello della valutazione degli alunni. Questo punto ci è sembrato un tratto distintivo della passione educativa di don Lorenzo; maestro che non si preoccupa “di come bisogna fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter fare scuola. Che ha le idee chiare in fatto di problemi sociali e politici. Che non è interclassista ma schierato” perchè è consapevole che “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” (da Lettera ad una professoressa). Questo Maestro ci ricorda che sulle pareti della nostra Scuola siamo chiamati a scrivere grande “I Care”, il motto intraducibile dei giovani migliori: “Me ne importa, mi sta a cuore” (da Lettera ai giudici).

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