Campionato di Giornalismo la Nazione

A scuola di tolleranza

IL RAZZISMO è un comportamento piuttosto diffuso, vecchio tanto quanto l’uomo, comune a tutte le società tanto da diventare, purtroppo, quasi banale. Con le parole “comune” e “banale” non vogliamo dire che sia un comportamento normale, ma l’essere umano tende a non amare ciò che è diverso da lui per il colore della pelle, per la religione, per la cultura, ma anche per il genere. Il razzista principalmente tende a discriminare perché ha paura del diverso, si crede migliore e si comporta come tale nei confronti delle persone “differenti” da lui manifestando il suo disprezzo anche con la violenza. In ogni caso la scienza ha confermato che non esistono le razze, se non quella umana: siamo tutti uguali al 99,9% del DNA. PROPRIO PER QUESTO motivo alcuni genetisti italiani propongono addirittura di cancellare la parola “razza” dal terzo articolo della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza di distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Durante il corso dei secoli in alcune parti del mondo l’uomo, purtroppo, ha instaurato forme di governo basate su una legislazione discriminatoria o ha tollerato atteggiamenti razzisti ai danni di parti della popolazione: la schiavitù e la segregazione razziale degli afroamericani negli Stati Uniti, l’apartheid in Sudafrica, la limitazione dei diritti delle donne, l’omofobia, la tolleranza zero verso gli immigrati. La storia, però, ha conosciuto anche persone determinate, coraggiose e forti come Nelson Mandela, Martin Luther King, Rosa Parks che hanno combattuto per i diritti di uomini e donne. IL PRIMO VERO grande passo verso la fine della segregazione razziale in America fu il “no” di Rosa Louise Parks, una sarta di colore, che decise di non cedere il proprio posto su un autobus ad un uomo bianco. Venne arrestata e accusata di aver violato una delle ordinanze sulla segregazione. Questa ribellione toccò molto un pastore protestante, leader della resistenza non-violenta, Martin Luther King, che predicava la lotta pacifica con marce e boicottaggi ispirandosi alla lezione di Gandhi. Infatti, in seguito al gesto di Rosa Parks, King organizzò un boicottaggio delle autolinee e per ben 381 giorni nessuna persona di colore utilizzò l’autobus. Dopo circa 20 anni un uomo sudafricano, Nelson Mandela, si ispirò alle gesta di Martin Luther King combattendo l’apartheid in Sudafrica e diventando il primo presidente di colore e una grande figura di speranza e di libertà per le generazioni future.

Classe 3A

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