Campionato di Giornalismo la Nazione

5 Terre di arte e letteratura

LE CINQUE TERRE, oltre ai bei paesaggi, al cibo ed al turismo di massa, sono caratterizzate da grandi testimonianze storiche ed artistiche, che hanno contribuito a farle diventare Patrimonio Unesco nel 1997. Lungo queste coste, infatti, hanno soggiornato moltissimi scrittori, poeti ed artisti del secolo scorso. I più celebri sono stati Eugenio Montale, autore di numerose poesie ambientate nei centri del levante ligure, e Telemaco Signorini, macchiaiolo fiorentino che dipinse scene realiste, soprattutto a Riomaggiore. Quest’ultimo, dopo aver aderito ai nuovi ideali pittorici della macchia, giunse nel centro spezzino, il quale ispirò i suoi più celebri contrasti tra luci ed ombre. Qualche anno più tardi, nel 1896, a Genova nacque Eugenio Montale: il poeta trascorse l’infanzia e l’adolescenza tra la città natale e Monterosso e, com’è possibile notare dalle sue opere, gli aspri paesaggi delle Cinque Terre rappresentano fonte d’ispirazione per la sua poetica. Ma, oltre ad essere state eternate in dipinti e poesie, le Cinque Terre sono state teatro di accadimenti storici di respiro internazionale. Nella seconda guerra mondiale, infatti, le forze naziste, impegnate nella repressione partigiana, tentarono di occupare un punto strategico collocato sopra il paese di Riomaggiore: la «Batteria». Da questa zona è possibile avere una vista completa della zona sottostante e, i militari del Reich, provarono a bombardare Manarola per aprirsi la strada verso sud. L’impresa fallì perché i soldati tedeschi colpirono la zona sopraelevata: il «Corniolo ». I danni al territorio non furono molti, ma la popolazione si impegnò a combattere con coraggio l’occupazione nazista. Numerosi abitanti delle Cinque Terre, impegnati nella lotta di liberazione nazionale, caddero per mano delle forze dell’Asse. Il territorio, però, forniva loro numerosi ripari dove vennero costruiti dei bunker, con la doppia funzione di rifugio e deposito di armi. I principali, tutt’ora esistenti, si trovano nella zona di Punta Bonfiglio, presso Manarola, ed a Monterosso, mentre il più grande, chiamato anche il «Forte», si trova nei pressi di Biassa. Segno tangibile della guerra combattuta nelle Cinque Terre è, senza dubbio, il «Gigante di Monterosso» (alto quattordici metri e pesante millesettecento quintali). Questa scultura in pietra raffigurante Nettuno, voluta dalla famiglia monterossina dei Pastine, è stata mutilata da un colpo di artiglieria ma, nonostante non sia stata più restaurata, rimane salda a «protezione » del mare di Monterosso. Tra i monumenti più rappresentativi, invece, emerge la scultura bronzea della «Donna dell’Uva» di Manarola.

Classe 3A

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