Campionato di Giornalismo la Nazione

Lo smartphone, amico inseparabile

CONFESSATE anche voi, quante volte frugate nelle tasche o nella borsa per vedere se c’è? Quante volte, anche nel cuore della notte, lo controllate? E quante altre, appena entrati in un locale, la vostra prima domanda è: “Scusi, c’è il Wi-Fi?” Avrete già capito di chi stiamo parlando: dello smartphone. Dalla sua invenzione nel 1992 è cambiato molto, come è cambiato il nostro rapporto con esso. Chi di noi oggi non ne ha uno? Ma soprattutto, chi oggi riuscirebbe a immaginare di vivere senza uno smartphone? Il telefono era nato per chiamare, invece oggi questa è l’ultima delle sue funzioni. Il “telefono intelligente” ci permette di mandare e-mail, di fare foto, navigare in rete, giocare... Contiene mappe, navigatore, traduttore, calcolatrice, calendario, block notes, orologio e musica. Grazie ai nostri smartphone i chilometri non ci separano più: siamo collegati a tutto il mondo, riceviamo notizie da altri paesi; grazie a programmi come Skype, possiamo vedere e parlare con persone lontane. Con centinaia di applicazioni ci teniamo collegati col web, grazie alla fotocamera possiamo incorniciare qualsiasi momento, con Whatsapp comunicare non è più un problema. È un mondo racchiuso in pochi pollici, ma dobbiamo stare attenti a non barattare il mondo reale con un universo virtuale. Quale pericolo, infatti, si nasconde dietro il crescente uso degli smartphone? Si chiama nomofobia ed è la droga del terzo millennio, ossia la sindrome di dipendenza da cellulare. Anche voi provate inquietudine se non c’è campo? Vi capita di controllare continuamente lo schermo per vedere se avete ricevuto messaggi o notifiche? E se il livello di batteria scende sotto il 50%, non è più vita... è ansia! La verità è che tutti noi stiamo diventando sempre più dipendenti e non riusciamo più a separarci dai nostri cellulari anche se solo per poche ore. Forse però tutta questa connessione invece che avvicinarci ci sta sempre più allontanando. Accade che quando “usciamo” con gli amici, ci ritroviamo tutti a messaggiare e controllare i social, ognuno chiuso nel proprio mondo virtuale. Oppure al ristorante nell’attesa della portata spesso succede che invece di parlare con le persone che ci stanno accanto ci mettiamo a “chattare”. Spesso dopo essere stati per così tanto tempo in una realtà di pixel, ci sentiamo quasi degli alieni quando facciamo ritorno nel mondo reale. Purtroppo è così, gli smartphone sono stati creati per collegare persone a migliaia di chilometri di distanza, ma finiscono per separare persone all’interno di una stessa stanza.

Classe 3A

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