Campionato di Giornalismo la Nazione

La medaglia più importante

SIAMO così tanti, così bravi, ma ogni volta che ognuno di noi deve rispondere alla domanda -«Che dote hai?» non si sente del tutto a proprio agio. Ognuno di noi ha delle doti da scoprire che potrebbero cambiare il modo di pensare ma soprattutto il nostro futuro. Come dice Antonie Hopkins senza voglia, impegno e determinazione, per arrivare ai propri obiettivi, il «talento» resta solo una parola come tante altre sul dizionario. Nella vita, purtroppo tante volte il solo talento non basta ma ci vuole molto coraggio e determinazione per andare avanti non solo per vincere nello sport ma semplicemente per continuare a vivere. Molte persone, vittime di malattie o incidenti, nonostante tutto hanno trovato dentro se stessi la volontà per superare le difficoltà. La nostra attenzione si è soffermata in modo particolare su Alex Zanardi e Bebe Vio, due campioni italiani conosciuti in tutto il mondo nonché due esempi da seguire. Zanardi ha cominciato a gareggiare nella Formula1 fino al 15 settembre 2001, quando si ritrova protagonista di un terribile incidente dove perde entrambe le gambe. Ma il pilota, dotato di un carattere di ferro, non senza fatica si è ripreso, si è adattato alle protesi, e il suo sorriso è tornato sulle piste paraolimpiche dell’ handbyke, con grande gioia degli appassionati e di chi lo ha sempre amato. Ha ripreso così in mano le redini della propria vita, conquistando traguardi e medaglie a Londra nel 2012, poi a Rio e a Tokyo. Bebe Vio, il cui nome completo è Maria Beatrice, è nata a Venezia nel 1997 ed ha praticato la scherma, sua grande passione, fin dall’età di 5 anni. In seguito a una gravissima meningite nel 2008 fu in bilico tra la vita e la morte, finchè i medici per salvarle la vita decisero di amputarle parte degli arti inferiori e superiori. Dopo un periodo di grande sgomento, grazie alle sue protesi particolari ha potuto prendere parte alle paraolimpiadi dove ha vinto numerose medaglie nella scherma. Nel 2015 Bebe pubblica «Mi hanno regalato un sogno», libro edito da Rizzoli con la prefazione del Presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli e del cantante Jovanotti. Pensando ai due atleti, che si sono conosciuti alle Paraolimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, e riflettendo sul loro percorso di vita, possiamo concludere citando proprio una bellissima frase di Zanardi: «Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa».

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