Campionato di Giornalismo la Nazione

Tradizioni della nostra terra

CON le caratteristiche case torri dei suoi antichi borghi, il castello malaspiniano e le sue silenziose pievi, Filattiera è una costellazione di fantastici tesori. Grazie al Progetto “A due passi da casa”, realizzato con la preziosa guida dell’insegnante di religione, Maria Cozzalupi, ci siamo accorti di quante siano le tradizioni che ci legano al nostro territorio e, attraverso interviste realizzate dai compagni della classe prima, abbiamo individuato alcune fra le ricorrenze più importanti. A Filattiera la festa religiosa attesa con maggiore entusiasmo da tutta la comunità, è quella della Madonna del Terremoto, che si celebra il 27 luglio. Questa ricorrenza è legata a un voto fatto dalla popolazione alla Madonna Addolorata quando, nel 1903, il nostro paese fu colpito da un terribile evento sismico e, nonostante i gravi danni arrecati alle case, gli abitanti rimasero miracolosamente incolumi. Se questa è la festa più sentita dal paese, la più antica è quasi sicuramente quella della Madonna del Rosario, che risale, con molta probabilità, ad un voto fatto in occasione di una peste del 1600. Entrambe le celebrazioni si concludono con una partecipata processione per le vie del borgo, accuratamente abbellite con stendardi e luminari. Il 16 gennaio, invece, nel freddo dell’inverno, la nostra terra è illuminata da due scoppiettanti falò, in onore di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali. Al termine della cerimonia, ciascuno si porta a casa un “tizzone” benedetto che, come da tradizione contadina, serviva a proteggere il bestiame. Anche nei paesi vicini le usanze religiose sono assai sentite. A Scorcetoli-Cantiere, ad esempio, il 22 luglio si festeggia, con solennità e partecipazione, Santa Maddalena, compatrona con Sant’Andrea mentre, a Dobbiana, molto seguita è la processione di Santa Croce, che si svolge due volte l’anno: il 14 settembre e il 3 maggio. Oltre a quelle religiose, sono tante anche le ricorrenze laiche che allietano il nostro Comune. L’allegra “Festa della fame e della sete”, nel mese di giugno, apre le porte all’estate, mentre, nel caratteristico borgo di Ponticello, per quattro serate d’agosto, l’orologio torna indietro nel tempo, con la rievocazione dei mestieri artigiani di una volta, come il fabbro, lo scalpellino, il falegname e il maniscalco. Passeggiando per le vie del paese, si possono conoscere tante attività legate alla vita di un tempo, assaggiare cibi tipici locali ed assistere a coinvolgenti esibizioni di gruppi folcloristici. Durante il Carnevale, poi, gli abitanti organizzano ogni anno la tradizionale sfilata dei carri allegorici che attraversano il paese seguiti da una folla festante di grandi e piccini. Queste, e altre ancora, le feste che valorizzano e rendono unico il nostro territorio.

Classe 2A

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI