Campionato di Giornalismo la Nazione

Il nostro nuoto paralimpico

IL NUOTO è una delle principali discipline praticate da atleti diversamente abili. Abbiamo intervistato Gianluca Ghera e Manuela Giraldi, due atleti della squadra di nuoto paralimpica dell’Associazione nuoto Valdinievole e le loro istruttrici Chiara Bellini e Erika Picchi. Gianluca, come sei arrivato al nuoto paralimpico? «Per la mia disabilità motoria mi era stato consigliato di fare riabilitazione in acqua ed io dopo diversi anni ho cercato una motivazione per continuare conciliando la necessità con il divertimento nel fare delle gare agonistiche. Con il tempo ho scoperto il valore dello sport paralimpico e mi sono impegnato personalmente per diffonderlo diventando delegato provinciale del Cip, il comitato italiano paralimppico ». Manuela, cosa rappresenta per te il nuoto? «Ho praticato il nuoto fin da bambina ritenendolo uno sport completo ed ho sempre avuto un rapporto positivo con l’acqua perché lì riesco a muovermi liberamente nonostante la mia disabilità visiva». Ci sono stati momenti difficili nella vostra vita? Lo sport vi ha aiutato? «All’età di 14 anni – ha detto Gianluca – i miei amici potevano usare il motorino e spostarsi liberamente allora io mi resi conto di non poterlo fare e che dovevo accettarlo trovando soluzioni alternative. La stessa cosa vivo oggi durante gli allenamenti in vasca quando scopro di non poter fare certi movimenti e devo cercare con la mia istruttrice un modo diverso per ottenere lo stesso risultato». «Durante il percorso dei miei studi, per arrivare alla laurea in scienze della formazione – ha proseguito Manuela – ho incontrato la difficoltà di non trovare sempre gli audiolibri o qualcuno disposto a leggere per me. Ma soprattutto a 18 anni ho vissuto un momento difficile quando ho capito di non poter prendere la patente ed essere autonoma negli spostamenti. Allora decisi di raggiungere l’autonomia in modo diverso imparando ad usare i mezzi pubblici. Quando nuoto nell’acqua posso dire di essere veramente me stessa perché posso muovermi liberamente senza alcun aiuto». L’esperienza sportiva più bella? «Le emozioni provate durante le gare sportive – hanno detto sia Gianluca che Manuela – quando ti sale l’adrenalina prima di partire e quando senti la soddisfazione di aver dato il massimo». «Ricordo con gioia quando siamo andati alla gara nazionale di Lignano – ha detto Chiara – dove ho visto gli atleti depositare a bordo vasca, prima della partenza, tutti i loro ausili per poter poi nuotare in piena libertà e in totale uguaglianza». Mentre Erika ha concluso «Ammiro ogni volta la loro voglia di fare, di durare fatica e di mettersi in gioco. Tutti in qualche modo siamo dei disabili se facciamo degli sport che non abbiamo mai praticato. L’importante è avere grinta e non arrendersi mai».

Classe 1C

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI