Campionato di Giornalismo la Nazione

Bimbi grandi o piccoli adulti?

ESSERE adolescente non è facile. Eppure sin da bambini ci insegnano che tutto può essere risolto. A scuola ci forniscono formule matematiche per trovare l’area del trapezio e il volume del prisma. Ma nessuna traccia su come risolvere i problemi che a noi davvero interessano. Forse dobbiamo sommare un buon amico al prodotto della famiglia e dividere tutto per il numero dei nostri anni? Aggiungere un pizzico d’amore e sottrarre un briciolo di autorità? I CALCOLI sembrano non tornare mai. E così, senza le adeguate formule, verso i 12-13 anni ci imbattiamo in un’età bella, ma complicata: cuori spezzati, pianti infiniti, litigate e rabbia incontrollabile. Non dimentichiamo certo gli aspetti positivi: diventiamo più indipendenti, proviamo nuove esperienze e conosciamo nuove persone. A rendere l’adolescenza un periodo complesso restano però alcuni minimi comuni denominatori, come i cambiamenti fisici e psicologici, che non tutti affrontano allo stesso modo. Alcuni si sentono “sbagliati” e provano un senso di inferiorità, mentre altri sono sicuri di sé. Possiamo trovare dei ragazzi che mostrano indifferenza e altri che percepiscono l’adolescenza come un ponte verso la libertà… ma attenti a non correre troppo, potreste cadere nel fiume della trasgressione! E se classificassimo i tipi, riusciremmo forse a trovare la giusta formula? In prima linea tra gli adolescenti più riconoscibili troviamo i “depressi” che preferiscono stare in disparte e isolarsi nel loro guscio disinteressandosi completamente delle vite degli altri; poi ci sono i “modaioli” che pensano solo al loro aspetto fisico e a ciò che indossano. “Le Fangirl” rinchiuse nel mondo delle serie tv e dei libri. Abbiamo i “timidi” per i quali non è facile socializzare con le altre persone. Troppe variabili da tenere in considerazione per arrivare ad un calcolo preciso. Tutti possiamo però essere inclusi nella categoria “bambini in cambiamento”. Di trasformazioni che temiamo ne subiamo davvero tante. TRA le prime in classifica per le ragazze troviamo loro: i brufoli. Diciamocelo, non è molto piacevole svegliarsi la mattina e trovarsi il viso pieno di piccoli vulcani in eruzione. I maschi si scoprono da un momento all’altro con una voce diversa, che diventa più grave. Tanti non stanno più bene con se stessi. Questo malessere si riversa sulle persone vicine: spesso non vediamo più la casa come il nostro rifugio, al contrario preferiamo starne il più lontano possibile per passare il tempo con i nostri amici. Ed è quando siamo insieme che ci rendiamo conto che forse l’adolescenza va bene così come è, senza formule matematiche e con cambiamenti improvvisi da vivere ogni giorno con uno spirito diverso.

Classi 2A, 2B

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