Campionato di Giornalismo la Nazione

Alcol tra i giovanissimi

ALLARME ALCOL tra giovani e giovanissimi: la Maremma ha il primato su tutta la Toscana. E’ quello che emerge dall’indagine Edit, (Epidemiologia dei determinanti dell’infortunistica stradale in Toscana) promossa dall’Ars (Agenzia Regionale Sanità) che ha coinvolto più di 5000 studenti dai 14 ai 19 anni di età, ai quali sono stati somministrati questionari a risposta anonima. I ragazzi grossetani bevono molto sopra la media dei loro coetanei toscani, con un 41.2% del campione contro una media regionale del 33,5%. L’età dei giovani al loro primo contatto con l’alcol , inoltre, si è abbassata, passando da una media di 15 anni a 11-12 anni; parallelamente il numero delle ragazze che consumano alcol è notevolmente aumentato. I ragazzi e le ragazze utilizzano questo strumento per sconfiggere la timidezza ed integrarsi nel gruppo o risolvere una personale condizione di disagio. Il problema è che un ragazzo non dovrebbe consumare alcolici fino ai 16 anni per legge, ma i giovanissimi aggirano i divieti portandosi le bottiglie da casa o comprandole ai supermercati. La scienza ci informa che fino ai 20 anni il nostro organismo non riesce a metabolizzare l’alcol, poiché non sono presenti ancora dei particolari enzimi epatici (alcool deidrogenasi) che aiutano a digerire la bevanda. Eppure per i teenagers ubriacarsi è un motivo di vanto. Sono frequenti casi di 14enni che si cimentano nei cosiddetti «bingee drinking», riunioni con coetanei in cui si ingurgitano in poco tempo svariati tipi di bevande per «sballarsi ». Non c’è il gusto del bere, ma piuttosto il bere diventa mezzo per socializzare, non trasgressione, ma conformismo. «Se non bevi non sei nessuno». «Alle feste è un’offesa non bere». «Se non bevi sei una bambina ignorante ». Queste sono alcune dichiarazioni di ragazzi tra i 13 e 15 anni che hanno raccontato le loro esperienze con l’alcol. L’alcol sembra aver sostituito i divertimenti, le passioni, gli entusiasmi e i progetti di questi giovani. Sembrano travolti dalla noia e anche quelli super impegnati cercano una forza nell’alcol. Molti di loro pensano di saper gestire il problema e neppure sono sfiorati dall’idea che questo possa essere una dipendenza. Sono terrorizzati dal pensiero di non far parte del gruppo, di essere considerati sfigati, e bevono anche senza averne voglia. A Grosseto diversi centri contro l’alcolismo giovanile e adulto cercano di «debellare» il problema alcol. Ma i metodi più efficaci sono quelli di prevenzione, cioè quelli relativi al rafforzamento di norme e stili di vita salutari . Per fare questo dobbiamo essere informati e quindi consapevoli. La consapevolezza può spingerci a quel cambiamento necessario a ridurre i nostri comportamenti a rischio.

Classi 3A, 3D - Tutor: Maria Carla Giuliarini, Alessandra La Rosa

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