Campionato di Giornalismo la Nazione

Il 70° della Costituzione

IL 2018 è un anno di importanti celebrazioni e commemorazioni:100 anni dalla fine della grande guerra, 80 anni dalla firma delle leggi razziali in Italia, 40 anni dalla strage di via Fani e dall’uccisione dell’onorevole Moro, 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dall’entrata in vigore della Costituzione. Legge fondamentale della Repubblica Italiana viene approvata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente ed entra in vigore il primo gennaio del 1948. Il testo, composto di 139 articoli a cui si aggiungono le diciotto Disposizioni transitorie e finali, dimostra grande sensibilità e particolare attenzione per alcuni importanti temi quali il lavoro, la famiglia e la parità di genere. Non è certo un caso, e lo si deve all’impegno delle donne elette con il voto del 2 giugno 1946. A TERESA Mattei, all’epoca nubile e in stato interessante fu pure affidato l’importante ruolo di segretaria dell’assemblea. Il lavoro, posto a fondamento dello Stato (articolo n.1) ha una grande importanza, perché favorisce la realizzazione di ogni individuo e contribuisce anche allo sviluppo economico e sociale. La Repubblica ha, inoltre, la responsabilità di rendere effettivo il diritto al lavoro (art. n.4/35) e di garantirne la adeguata retribuzione (art. n. 36). Sempre allo Stato si affida l’assistenza in caso di infortunio, malattia e vecchiaia (n.38). Alla famiglia, nucleo fondamentale della società, vengono dedicati gli articoli n. 29/30/37 nei quali si sottolinea l’uguaglianza giuridica dei coniugi i quali hanno il dovere di istruire, educare e mantenere i figli anche se nati fuori dal matrimonio. Lo Stato ha il dovere, inoltre, di agevolare con misure economiche la formazione delle famiglie con particolare riguardo alle famiglie numerose ed ha, infine, il compito di proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù. GLI ARTICOLI 31/48/51sono dedicati alla parità di genere. Difatti in essi si stabilisce che tutti i cittadini maggiorenni possono essere elettori e possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive. Le donne lavoratrici, poi, hanno gli stessi diritti e, a parità di lavoro, devono percepire la medesima retribuzione che spetta al lavoratore. Il capolavoro è da attribuirsi senz’altro all’art. 3 in cui si sostengono la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua e religione. La nostra Costituzione, è bene ricordarlo, vuole, infine, salvaguardare la democrazia, le libertà fondamentali, la giustizia, i diritti inviolabili, la tolleranza per le minoranze, la solidarietà economica e sociale.

Classe 3F - Tutor: Anna De Cillis

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