Campionato di Giornalismo la Nazione

Aids: ne avete sentite parlare?

QUANDO in classe abbiamo sentito parlare per la prima volta di Aids ci siamo guardati tra di noi e abbiamo costatato che soltanto alcuni conoscevano questa sigla ma che in pochissimi sapevano cosa fosse. Abbiamo chiesto all’insegnante di cosa si trattasse e come si potesse contrarre e le domande hanno iniziato a moltiplicarsi, tanto che abbiamo pensato di informarci seriamente e dare il via ad una vera e propria «inchiesta». ABBIAMO quindi, cercato per prima cosa di rispondere alle prime domande:che cos’è l’Aids? Come avviene il contagio? Come può essere curata? L’Aida è una malattia che interferisce con il sistema immunitario limitandone l’efficacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioni. La diagnosi viene formulata attraverso esami del sangue. Dopo la diagnosi di Aids, se il trattamento non è disponibile, la sopravvivenza varia tra i 6 e 19 mesi. La disponibilità di farmaci antiretrovirali e l’adeguata prevenzione dalle infezioni opportunistiche riduce il tasso di mortalità dell’80% e aumenta la speranza di vita a 20-50 anni. La maggior parte dei casi di nuova infezione riguarda oggi la trasmissione sessuale, mentre in passato era tipica dello scambio di siringhe infette tra coloro che facevano uso di droghe iniettabili. Negli ultimi anni le persone infette di Aids sono aumentate a causa della poca informazione rispetto a questa malattia, infatti il 75 per cento dei ragazzi sotto i 20 anni, e il 50 per cento degli adulti, ha idee confuse o sbagliate, o nessuna idea, su come si possa evitare la trasmissione dell’Aids. Circa il 20 per cento dei giovani e dei giovanissimi crede che l’infezione da HIV sia una malattia che colpisce solo i gay maschi e i tossicodipendenti. I NOSTRI RAGAZZI sottovalutano l’Aids. La metà degli under 20 non usa il preservativo, né nei rapporti con partner stabili, né in quelli con compagni e compagne occasionali. Il 15-20 per cento dei teenager confonde la contraccezione con la prevenzione delle infezioni trasmesse sessualmente. QUESTO perché non se ne parla più, o lo si fa in maniera molto superficiale. Noi non siamo la generazione di «Fhiladelphia», non avvertiamo l’imminente pericolo di questa malattia, raramente ne sentiamo parlare. Ma forse tra una situazione di allarmismo e di immediata emergenza e un silenzio totale, dovrebbe farsi largo un’informazione esaustiva e di buon senso che ci aiuti a capire e a cre

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