Campionato di Giornalismo la Nazione

Adolescenza e cambiamenti

COSA CI STA SUCCEDENDO? Perché nelle scuole siamo responsabili di frequenti gesti violenti verso compagni e verso docenti? Noi alunni della 3^ D abbiamo cercato di rispondere a queste domande. L’adolescenza è sicuramente l’età dei grandi cambiamenti fisici ed emotivi, quando iniziamo ad assumere i tratti dell’adulto. E’ il periodo in cui mostriamo i primi atteggiamenti «ribelli», perché sentiamo l’esigenza di una maggiore indipendenza, il bisogno di sperimentare situazioni nuove, spesso causa di cocenti delusioni. Ma non si riduce tutto a questo. Siamo d’accordo con John Green nell’intervista per il New York Times: «Quando il mondo cambia riesce a cambiare anche noi stessi, specie i giovani, anime inesperte e imprudenti. Per questo al giorno d’oggi sempre più spesso ci sono casi di maleducazione e impertinenza, scambiati dai giovani come segno di forza e vigore ». Noi ragazzi siamo cambiati perché è cambiato l’ambiente che ci circonda. Non riconosciamo più quali sono i nostri doveri morali, se non quelli che vanno verso la nostra felicità e la nostra realizzazione personale. Non c’è più il «prima il dovere e poi il piacere», la soddisfazione delle inclinazioni personali e dei propri desideri sovrasta il rispetto delle regole di buona norma del passato. Abbiamo molti più mezzi a disposizione delle generazioni precedenti che, sicuramente, ci facilitano la vita. Basti pensare che in classe non è necessario stare attenti o segnare i compiti, tanto esiste il registro elettronico, esiste Internet, dove possiamo tranquillamente cercare l’argomento spiegato; consapevoli della tempestività e facilità nell’uso di questi mezzi, molti di noi non ascoltano la spiegazione dell’insegnante, parlano, disturbano e, molto spesso, quando il docente ci richiama, rispondiamo male. Mediamente, infatti, ogni 5 minuti uno studente ha comportamenti irrispettosi nei confronti del docente. E’ a scuola, dove trascorriamo in media 850 ore l’anno, che viviamo molte esperienze e coltiviamo le nostre emozioni, ma se queste non vengono tenute a bada possono provocare «effetti collaterali». Spesso, però, non seguono punizioni verso le piccole trasgressioni, le quali rischiano di diventare grandi, se lasciate impunite. Lo dimostrano i casi di insegnanti offesi, picchiati da alunni sgridati o che hanno ricevuto un brutto voto a un’interrogazione. Occorre sicuramente una maggiore severità da parte degli adulti, è necessario che non chiudano gli occhi e «lascino correre». Ma tocca a noi prendere coscienza della negatività di alcuni nostri atteggiamenti e, al tempo stesso, acquisire la consapevolezza che soltanto noi possiamo intraprendere una strada che ci conduca verso il cambiamento.

Classe 3D - Tutor: Rosa Della Porta

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