Campionato di Giornalismo la Nazione

Robot creati per vivere con noi

AL PRIMO impatto Pericle Salvini sembra un ragazzo di quelli che si vedono tutti i giorni. Con gli occhialetti, il maglioncino, potrebbe essere un fratello maggiore. In realtà lavora all’Istituto di Bio-Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è dottore di ricerca e ha alle spalle una pluriennale esperienza. In particolare studia le problematiche relative all’interazione uomo- robot: insomma, è un vero scienziato! Pericle è venuto a trovarci a scuola e ci ha raccontato una storia di Isaac Asimov ambientata sulla luna: Jimmy Anderson, un ragazzino di 10 anni, si trova davanti ad una difficile scelta: sostituire Robotolo il suo cane-robot con un cucciolo in carne ed ossa arrivato dalla Terra. AD UN CERTO punto della rappresentazione, Aibo, un cane robot ha fatto il suo ingresso trionfale: trotterellava qua e là, scodinzolava, si nascondeva e faceva cucù come un tenero cucciolo, ha perfino alzato la zampa per fare pipì … in pochi minuti si è guadagnato la nostra simpatia. Il dottor Salvini ha voluto che ci mettessimo nei panni del piccolo Jimmy, il proprietario di Robotolo. Avremmo abbandonato il nostro cyberdog per un cane vero? Naturalmente tutti noi eravamo in quel momento così inteneriti da Aibo che abbiamo fatto il tifo per il robot! A questo punto abbiamo visto un video del lavoro che questi assistenti robotici svolgono: i nostri scienziati pisani sono in grado di creare esoscheletri per aiutare le persone disabili e sostituire la sedia a rotelle. Esiste anche una mano robotica capace di muoversi e di comunicare sensazioni tattili a chi la indossa, un arto bionico che si integra con i muscoli e il sistema nervoso dell’individuo, proprio come se si trattasse di una mano vera. Inoltre, dietro a giocose sembianze di animali si nascondono macchine prodigiose e utili. Abbiamo visto Paro, un cucciolo di foca con un morbido pelo bianco che è un aiuto per la cura agli anziani affetti da demenza senile. Il robot Nao è utilizzato come terapista dei bambini con disturbi dello spettro autistico. Sanbot, il robot intelligente, parla, si muove in modo autonomo, riconosce le persone e può essere un valido aiutante in casa. DOPO AVERCI presentato questi nuovi “amici”, Pericle ci ha messo in guardia: i robot interagiscono con gli umani ma non provano emozioni, i loro comportamenti sono programmati, possono essere di grande aiuto all’uomo ma non sono capaci di entrare in una vera relazione con gli esseri umani. Allora tornati in classe abbiamo ripensato al quesito iniziale: al posto di Jimmy, avremmo abbandonato il robot per ricevere l’affetto di un cane vero?

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