Campionato di Giornalismo la Nazione

Quei confini da abbattere

INTERROGARSI sull’idea di confine non è facile e ci porta a intraprendere un viaggio verso un aspetto forte della società moderna, un viaggio che non è solo geografico, ma anche physical. DELLA PAROLA confine si ha sempre un’idea negativa, si sa che c’è, è una linea rossa sulla mappa, una Red Line On Map o un cartello- Sign, solo dopo un po’ l’idea si trasforma in positiva e si può capovolgere, nel senso che un confine può bloccarci, ma potrebbe anche invitarci a superarlo, dimostrando tutta la curiosità umana per il nuovo, per andare oltre…quindi una risorsa- Resource per New Opportunities, Love, Work, Push O Pull Factors. I CONFINI sono dappertutto, nel cibo, nella tradizione, in una catena di montagne, nella musica, nello sport, nella distanza che separa due corpi, nella persecuzione- Persecution, nella lingua-Language di ogni popolo (ne sanno qualcosa i compagni nuovi che arrivano in classe) nell’amicizia, nel colore della pelle, nella diversità tra un uomo e una donna sesso-Gender, nelle epoche, nella religione, nella morte, tra chi ha potere e chi no, nell’ handicap. Confini di genere, confini di esclusione indicano sempre una solitudine che diventa disperazione. LE BARRIERE sono concrete, sono mentali, sono sociali, sono psicologiche. Spesso sono necessarie solo per dividerci, The Barrier è talvolta intesa come protezione di un’identità individuale o collettiva che un ponte -Bridge può far divenire risorsa -Resource per migliorare- Improve, la lingua dei popoli è una barriera e un ponte. E POI, al rullo dei tamburi, arriva la scuola! La scuola può abbattere i confini che tante persone ottuse hanno nella testa anche in questa era di globalizzazione, perché a scuola ogni ragazzo è libero di esprimersi, ma è necessario superare l’individualismo e valutare l’intera umanità. Noi stessi siamo un confine, siamo distinti gli uni dagli altri, abbiamo storie diverse, un passato, cerchiamo cose diverse, ma senza chiudere l’abbraccio verso l’altro. ESISTE POI un paesaggio transnazionale, un Transnational Landscape virtuale un Mediascape nato grazie alla tecnologia, che ha creato quei nuovi Digital Borders che attraversiamo ogni giorno senza accorgercene e che necessitano di Security Controls. Tutti vorremmo che il nostro mondo fosse una Comfort Zone, ma non capita quasi mai. ANCHE il cellulare, così usato per comunicare tra noi, spesso diventa causa di separazione: se stai chiuso in casa a messaggiare invece di uscire con gli amici a divertirti, crei confini, invisibili, ma pesanti e profondi!

Classi 3B, 3E

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