Campionato di Giornalismo la Nazione

La nostra scuola ideale

POLITICHE di integrazione, decentralizzazione delle competenze, nuove borse di studio, più attenzione alle nuove tecnologie e una pianificazione più razionale delle vacanze. Scopriamo in che modo potrebbe migliorare la scuola italiana, analizzando i sistemi scolastici di altri Paesi europei. I sistemi scolastici nei vari Paesi europei hanno tra di loro differenze sostanziali. Proviamo a fare un gioco e ipotizzare come potrebbe essere la «scuola perfetta», unendo le caratteristiche migliori di tutti i Paesi. Creiamo il sistema scolastico ideale! Integrazione e scuole disagiate. Dal modello scandinavo si potrebbero copiare la decentralizzazione, che lì funziona davvero, i singoli consigli comunali decidono quanti fondi investire, in base alle possibilità di bilancio. Sempre parlando di integrazione, è interessante l’idea della Generalitat de Catalunya, che ha creato a Barcellona quattro centri speciali, fuori dall’ordinamento scolastico, per giovani immigrati con età compresa tra 8 e 18 anni. Questi cosiddetti «spazi di benvenuto educativo» hanno l’obiettivo di facilitare l’ingresso nel sistema scolastico, senza sostituirlo. Le giornate scolastiche hanno differenze evidenti nei Paesi che abbiamo preso in considerazione. Nella scuola tedesca, gli intervalli durano non meno di 20 minuti e in Svezia solitamente non si hanno mai più di tre materie per giorno, e la scuola viene vissuta davvero anche al di fuori delle lezioni: palestre, aule studio, biblioteche. I libri di testo sono forniti gratuitamente agli studenti in Svezia, e anche in quasi tutte le scuole greche. Nella nostra «scuola ideale», l’inglese ha un ruolo di primo piano. Tutto parte dalla scuola. Si pratica cioè l’insegnamento bilingue: l’inglese, oltre a essere studiato come lingua a sé stante, è anche utilizzato come lingua d’insegnamento in determinate materie. La scuola tedesca è invece al primo posto in Europa per quel che riguarda la capacità di inserire le nuove tecnologie all’interno dei programmi didattici. Merita senz’altro di essere sottolineato il modo in cui sono organizzate in Francia le vacanze. Nel Paese transalpino non ci sono i mesi di vacanza estiva come in Italia, ma ogni 6-7 settimane di scuola ci sono due settimane di vacanza. L’obiettivo è quello di ottenere dagli alunni il massimo del rendimento. Particolarità francese sono le Petites Vacances, periodo di vacanza invernale a febbraio. Per la nostra scuola ideale abbiamo visto che i modelli scolastici che funzionano nel modo migliore sono una diretta conseguenza di una buona gestione decentralizzata e di investimenti pubblici in costante aumento. In tutta Europa le riforme dei sistemi scolastici si sono succedute nel corso degli ultimi anni, con l’obiettivo di gestire al meglio le risorse. La scuola ideale forse non esiste, ma alcune caratteristiche delle scuole straniere potrebbero essere introdotte con successo nel nostro sistema scolastico: le politiche di integrazione degli studenti stranieri nella scuola di Spagna e Svezia, la capacità e la prontezza che ha il sistema tedesco di portare le nuove tecnologie nella scuola, l’organizzazione dell’anno scolastico della scuola francese e l’attenzione allo studio della lingua inglese delle scuole scandinave.

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