Campionato di Giornalismo la Nazione

La letteratura scolastica

UNA LEZIONE insolita quella di italiano, quando una mattina l’insegnante ci ha proposto di riascoltare il brano cantato al festival di Sanremo da Lorenzo Baglioni ‘Il congiuntivo’. Sinceramente nel momento, pur contenti, abbiamo pensato a quale destino portasse questa sua decisione di aprire una lezione musicalmente. Il tutto ha avuto la sua prosecuzione con una riflessione ampia su quali e quanti generi testuali possano raccontare la scuola. Oggi il congiuntivo è il verbo di cui tutti parlano ma che” pochi parlano” tanto da essere la scuola sotto accusa per la mancata educazione a questo modo verbale e così Lorenzo Baglioni ne ha tratto spunto per ironizzare sulla nostra lingua e forse incuriosirci. I MODELLI posti a confronto di questa scelta di argomentare la scuola sono stati alcuni passi di due memorabili libri che ne hanno segnato la storia, anche dal punto di vista umano: Pinocchio di Carlo Collodi e Cuore di Edmondo de Amicis. Quale possibile incontro e quale paragone siamo stati sollecitati ad analizzare? Ecco che ci siamo soffermati sulla linea del tempo e pensato che intercorrono più di cento anni di storia da quando il libro Pinocchio e successivamente Cuore hanno sensibilizzato gli animi umani a valorizzare l’istruzione, l’alfabetizzazione, l’importanza del sapere, dell’essere istruiti, proprio come in questo momento è sentito il bisogno di riportare la lingua a un uso corretto e dunque a una rivalorizzazione dell’italiano nella sua meravigliosa complessità. ABBIAMO PRESO in considerazione il modello del genitore che Collodi ci ha fornito, il semplice e umile Geppetto che vende la sua casacca, in un inverno gelido, per acquistare l’abbecedario a Pinocchio, affinchè potesse essere istruito e che alla domanda del figlio su dove fosse finita la casacca lui risponde: «Avevo caldo». Una risposta che non lascerebbe indifferente il più insensibile dei figli. C’è poi il padre di Enrico Bottini che attraverso lunghe lettere al figlio raccomanda l’amore per la scuola e il rispetto per l’essere umano, un padre che conferma la sua presenza anche quando è distante per lavoro e che desidera che Enrico studi e segua l’educazione che, con ‘cuore’ grande, il maestro Giulio Perboni trasmette ai suoi allievi insegnando che «i libri sono le vostre armi, la classe è il vostro esercito». Importante capire quanto fossero affiancati allo studio dell’abc, il sentimento del rispetto e dell’amore. Abbiamo dunque concluso che questi passaggi storici si assomigliano molto perché, come 150 anni fa l’Italia doveva costruire una sua identità, una sua lingua e dunque una sua istruzione, oggi in un tempo di varietà culturali, la scuola risente del bisogno di ricostruirsi dal punto di vista linguistico e di rivalutare la sua cultura magari anche all’insegna di qualche buon consiglio umano rintracciabili in Pinocchio o in Cuore che del congiuntivo forse non si ponevano il problema, ma lo utilizzavano correttamente.

Classe 2F

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